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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Nocera Inferiore. Lezione di violenza ai disabili: «Prendilo a schiaffi in bocca»

17 Dicembre 2015, 10:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NOCERA INFERIORE. Sospetti su almeno altre quattro persone. Non si può dire ancora conclusa del tutto l’inchiesta della Procura di Nocera Inferiore sui maltrattamenti nei confronti di pazienti disabili in cura presso il centro di Villa dei Fiori da parte di personale esterno, quali autisti e accompagnatori. C’è il timore, da parte degli inquirenti, che altri soggetti possano essersi macchiati delle stesse colpe come quelle dei sette già ristretti ai domiciliari. In concorso o in prima persona, non è al momento dato saperlo.La Procura della Repubblica, nella figura del sostituto Giuseppe Cacciapuoti, ha tuttavia assicurato che saranno effettuate tutte le verifiche del caso. E questo, nonostante le difficoltà oggettiva che un’indagine del genere presenta. Da una parte l’ubicazione e la tipologia di una struttura come quella di Villa dei Fiori. Dall’altra, l’impossibilità per le vittime di poter indirizzare verbalmente gli inquirenti su quanto subìto. E questo, a causa anche degli handicap, per alcuni del 100%, che frenano la possibilità di potersi esprimere con chiarezza. Quello che pare certo al momento è che anche il resto dei sospettati non è legato al personale interno alla casa di cura, ad oggi completamente estranea ai reati contestati.A testimoniarlo, anche una nota firmata dall’amministratore Romeo Barbato e dal direttore sanitario, Pietro Viviani: «Siamo dalla parte dei pazienti - si legge - chiediamo giustizia e massima fermezza. Siamo increduli e scandalizzati, ma anche determinati ad andare in fondo, sostenendo l’autorità giudiziaria e le famiglie dei pazienti. Come ha detto lo stesso magistrato, Villa dei Fiori è totalmente estranea ai fatti, che riguardano comportamenti individuali assunti al di fuori della struttura. Tanto è vero che abbiamo già dato e daremo la massima collaborazione alle forze dell’ordine. Sarà il magistrato a giudicare i fatti. Ma ciò che vogliamo dire subito è che noi siamo e saremo sempre dalla parte dei pazienti. Nella nostra struttura - continuano - il paziente è il centro di tutto. Lo sarà anche in questa vicenda. Abbiamo un codice etico che vincola tutti i dipendenti al massimo rispetto dei pazienti e delle loro esigenze, non possiamo tollerare - e non abbiamo mai tollerato - nessun comportamento che tradisca questo principio. Investiamo continuamente in strutture, attrezzature, terapie innovative. Dedichiamo ogni anno numerosi corsi di formazione all’approccio con i pazienti.


Questo ci ha portato ad essere un centro di eccellenza, un punto di riferimento per tutto il Sud d’Italia. Per chi manca di rispetto ai nostri pazienti c’è da parte nostra la tolleranza zero, e lo abbiamo sempre dimostrato. Rispettiamo il giudice e le decisioni che prenderà, ma tutti noi, che ci dedichiamo ogni giorno alla cura dei nostri pazienti, siamo scandalizzati e nauseati da ciò che abbiamo visto nei filmati dei carabinieri. Chiediamo giustizia e fermezza. L’autorità giudiziaria e le famiglie dei pazienti sappiano che siamo con loro, che possono contare su tutto l’appoggio di Villa dei Fiori.

Chi ha sbagliato paghi, perché ha fatto del male a chi ha bisogno di rispetto più di chiunque altro. Ha fatto del male anche a chi crede fermamente che il senso di umanità sia la prima regola da rispettare nel nostro lavoro. E, ogni giorno, mette in pratica questa regola». Una presa di posizione dura, che ha anche un altro obiettivo: prendere le distanze da quel «sistema», come lo definisce il gip Giovanna Pacifico, di educazione «alternativo» che i sette indagati portavano avanti nei pullmini che trasportavano i ragazzi da casa propria alla struttura sanitaria. Un sistema composto da diverse sfaccettature, dove il rapporto tra gli autisti, gli accompagnatori e gli utenti era brutalizzato senza mezzi termini.

Quell’insieme di molestie, vessazioni e insulti emerge chiaramente dalla visione di video e dall’ascolto di intercettazioni ambientali. In un caso, uno degli autisti - durante un viaggio - impartisce precise indicazioni ad un accompagnatore su come infliggere percosse ai disabili senza lasciare traccia sul corpo: «Accort sempre alla densità, alla densità del colpo, ci sfondi il cranio... la densità del colpo non deve essere molto micidiale, ogni tanto puoi dare anche il cuzzettone, u cuzzet pure buono è, na bella cuzzettata, tanto si leva u segno... fino a quando non arriva Sarno». Poi ci sono i «consigli», se così si possono definire, che alcuni degli indagati si scambiavano tra loro. Altro esempio: in una nuova conversazione, i coinvolti non mostrano timore per le condotte tenute, anzi - scrive il gip - addirittura consigliano ad un collega di prendere a schiaffi un ospite se avesse dato fastidio. «L’accompagnatrice consiglia a X durante la telefonata che se Mario (nome di fantasia) dovesse dare fastidio di dargli uno schiaffo in bocca. Dopo la telefonata, l’accompagnatrice riferisce tutto all’autista e anche quest’ultimo come la stessa accompagnatrice afferma che in caso di fastidio, colpirlo con due schiaffoni e accompagnarlo a casa». Per il giudice non si tratta più di violenze occasionali, ma di «strategie poste in essere senza essere visti dai genitori».

«Queste cose te le devi inculcà, nun esist "Antò vien, antò vien", cià piglià a prat (pedata), ma a mamma nun a dà vede». Durissimo il magistrato, quando nel giustificare gli arresti domiciliari, puntualizza che gli indagati hanno «abusato» del loro rapporto di lavoro con Villa dei Fiori, portando avanti una «più facile gestione» dei comportamenti dei pazienti. La loro personalità è «proclive alla violenza ed alla sopraffazione. Sono incapaci di contenere i propri impulsi violenti ed aggressivi, dimostrando mancanza di sentimento, di pietas e di solidarietà sociale nei confronti di persone colpite da patologie pesantemente invalidanti».

IL MATTINO

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