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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Vico Equense. Sospensione e stipendio congelato al funzionario Cannavale: parola al Tribunale del lavoro

27 Marzo 2013, 11:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Guerra all’ingegnere: fermato senza salario Incarichi esterni all’ente, Comune in tackle sul dipendente: decisivi gli accertamenti della finanzaUna «guerra» fredda, portata avanti senza timori da quasi un anno a colpi di carte bollate, documenti, note della guardia di finanza e ricorsi d’urgenza al Tribunale del lavoro di Torre Annunziata. A finire nel mirino dell’amministrazione è Consiglio Cannavale, ingegnere in forza al Comune di Vico Equense e a novembre condannato - in primo grado - per peculato a due anni (pena sospesa) e all’interdizione dai pubblici uffici per somme pari a 6mila euro che, secondo i giudici, in qualità di caposettore, il funzionario si era indebitamente «auto-liquidato» per la progettazione esecutiva dei lavori di realizzazione della nuova casa comunale di piazza Mercato. Stavolta la storia è un po’ diversa. Perché il Comune ha deciso di sospenderlo per 15 giorni senza retribuzione e Cannavale ha così presentato ricorso al Tribunale del lavoro. Provvedimento di stop, quello «firmato» dal segretario comunale Luigi Salvato, legato a dei compensi incassati dall’ingegnere per incarichi «esterni» ricoperti fra il 2002 e il 2006 e svolti - a detta dell’amministrazione - senza l’ok dell’ente municipale. Si tratta di 4mila euro circa che Cannavale si è visto «riconoscere » per aver fatto parte di una commissione di concorso al Comune di Sant’Antonio Abate e per aver ricevuto la nomina di revisore dei conti del primo circolo didattico del Comune di Vico Equense. Incarichi contestati dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gennaro Cinque. La tensione, è chiaro, è alle stelle. E tutti sono in attesa del verdetto del giudice del lavoro. La prima puntata della querelle amministrativa c’è a giugno quando l’ispettorato per la funzione pubblica, comunicò al Comune di Vico Equense che a seguito di accertamenti della guardia di finanza di Castellammare di Stabia, su delega del nucleo speciale pubblica amministrazione, spuntarono gli incarichi di Cannavale. Indagini, in pratica, sul periodo compreso fra il 2002 e il 2006. Nella relazione messa a punto dalla fiamme gialle emerse che l’ingegnere svolse attività di membro di commissione di concorso al Comune di Sant’Antonio Abate (2002) percependo un compenso pari a 768 euro. Sul caso, il «verdetto» dell’ente municipale di Vico Equense è inequivocabile: «E’ stato svolto dal pubblico dipendente senza la previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza ». Non solo: «Non è stata rilevata la comunicazione dei compensi corrisposti per l’incarico». Parole di fuoco quelle contenute dalla determina dirigenziale dello scorso 5 luglio con cui l’amministrazione si scaglia contro il funzionario. C’è dell’altro. E qui spunta l’attività svolta da Cannavale in qualità di revisore dei conti presso il primo circolo didattico di Vico Equense. Dal 2004 al 2006, stando alla relazione della guardia di finanza, l’ingegnere incassò oltre 3mila euro (2mila 68 per il 2004, mille per il 2005 e 193 euro per il 2006). Anche qui, per l’amministrazione comunale, per co non ci fu il permesso del Comune di Vico Equense né ci fu una comunicazione ufficiale dei compensi corrisposti a Cannavale. L’amministrazione, in tal senso, entra in gamba tesa sul funzionario e scende in campo. Come? Andando a richiamare l’articolo 53 del decreto legislativo 165/2001, quello che contiene le norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. Sul tavolo, in particolare, «incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi». Così, nella determina dirigenziale con la quale l’amministrazione inizia a spingere sull’acceleratore per recuperare le somme, il segretario, Salvato, scrive «che il recupero delle somme relative al compenso dovuto per le prestazioni rese in violazione del decreto legislativo 165/2001 ha carattere di doverosità e costituisce esercizio di un vero e proprio diritto soggettivo a contenuto patrimoniale, non rinunciabile, in quanto correlato al conseguimento di quelle finalità di pubblico interesse, cui sono istituzionalmente destinate le somme indebitamente percepite ». L’ente vuole quei 4mila euro e ha già fermato Cannavale, destinatario di un provvedimento di sospensione di 15 giorni dall’incarico con il congelamento dello stipendio. Da qui la decisione del funzionario di trascinare in tribunale il Comune, con un ricorso al giudice del lavoro al quale spetterà stabilire chi ha ragione.

SALVATORE DARE METROPOLIS

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