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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS A Sorrento una vecchia terrazza dedicata a Lucio Dalla, l'hotel Vittoria omaggia l'artista

10 Marzo 2013, 09:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA CARMELA MALAFRONTE

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Sorrento. «Qui dove il mare luccica e tira forte il vento, su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento...». Un panorama mozzafiato che, 27 anni fa, ispirò Lucio Dalla a comporre il suo leggendario capolavoro, «Caruso», dopo un soggiorno nella suite del tenore che, nel 1921, secondo la leggenda, sentendo la morte arrivare, una sera cantò con così tanta potenza che lo sentirono fino al porto di Marina Piccola, perdutamente innamorato di un’allieva a cui dava lezioni.
Oggi, a un anno di distanza dalla scomparsa del cantautore, sorrentino d’adozione e ospite fisso in costiera fin dagli inizi della sua grande carriera, il «Grand hotel Excelsior Vittoria» ha deciso di dedicargli una camera dell’albergo, «gemella» a quella di Caruso, con una terrazza che si affaccia sul mare.

Lo ha deciso la proprietà dell’hotel, a margine delle celebrazioni che si sono svolte per omaggiare Lucio Dalla nei giorni scorsi. Una novità confermata anche da Lidia Fiorentino, patron della storica struttura di piazza Tasso, legata visceralmente al mito di Caruso e anche a quella canzone che Dalla scrisse per «ringraziare» Sorrento. Una città che lanciò Lucio nella musica che conta dopo le tanti notti trascorse al «Fauno» quando da giovane, negli anni Sessanta, Dalla si esibiva con la propria band sognando di diventare un artista di successo.
A proporre Lucio al pubblico di Sorrento fuPeppino Iannuzzi, l’allora proprietario della struttura. Ne nacque un legame indissolubile. Senza dimenticare i giorni di «Caruso», quelli in cui il cantante seppe della storia del tenore e decise di scrivere il brano. Nel 1986 il cantante, in navigazione nel golfo di Napoli con la sua barchetta «Catarro», rimase in balìa delle onde per qualche ora. Tutta colpa di un guasto all’elica. Così, dopo essere stato condotto «in salvo» al porto di Marina Piccola, Dalla fu «costretto» ad un soggiorno «forzato» nella città del Tasso. Così fu ospitato per tre giorni proprio al «Grand hotel Excelsior Vittoria», nella suite che fu anche di Caruso. Venne a sapere della storia del tenore e riuscì a «partorire» quella che per molti è la canzone più bella di Dalla.
Sorrento, da un anno, è rimasta purtroppo orfana del suo concittadino onorario. E dopo la Messa celebrata alla basilica di Sant’Antonino con la presenza degli amici di sempre, tra cui Angelo Leonelli e la piccola festa organizzata alla «Pasticceria Primavera» di Antonio Cafiero, arriva la decisione assunta dalla proprietà dell’hotel Vittoria. L’ultima volta che Lucio Dalla si mise in contatto con gli «amici» dell’albergo fu all’inizio del 2011 quando chiese ai proprietari di riservare una camera ad un amico scultore, Mimmo Palladino. «Ci ringraziò di cuore e disse che presto sarebbe tornato» spiega Lidia Fiorentino. Ma di lì a pochi giorni morì. Il suo ricordo però resta indelebile. Con emozioni ed una camera da intitolargli.


Salvatore Dare METROPOLIS

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