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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Agerola. Picchiato con una pala: ucraino scarcerato. L’alibi del presunto aggressore confermato da un connazionale.

10 Gennaio 2015, 14:02pm

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Agerola. Picchiato con una pala: ucraino scarcerato. L’alibi del presunto aggressore confermato da un connazionale. INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Agerola. L’amico ha confermato l’alibi e lui è stato scarcerato. Mentre il 64enne vittima di una violenta aggressione la scorsa estate veniva selvaggiamente picchiato da chi non ebbe scrupoli a spaccargli una pala in testa, lui era a casa del connazionale per una serata conviviale. Assai improbabile che potesse trovarsi in quella stalla con l’obiettivo di derubare l’anziano dei 500 euro appena prelevati al bancomat, spedendo l’uomo in ospedale. Testimonianza a favore di Yuriy Pylipovych, il 44enne ucraino residente da tempo ad Agerola, che fu arrestato il 16 agosto scorso dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio. Punto a favore dell’uomo che, dopo 5 mesi in carcere, è stato spedito agli arresti domiciliari. Attenderà lì l’inizio del processo fissato la settimana prossima davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata. Per Pylipovych è stato disposto il giudizio immediato, rito che salta il filtro dell’udienza preliminare quando si ritiene che ci sia l’evidenza della prova. Ma nel corso delle ulteriori indagini, coordinate dal pm Lauri e svolte con due interrogatori il 10 e il 16 dicembre scorso, sono emerse nuove “tessere” che sembrano comporre un “puzzle” diverso da quello delineato in prima battuta. Dal canto suo, il 44enne si è sempre professato innocente e, assistito dall’avvocato Catello Di Capua, aveva anche chiesto di essere sottoposto al test del Dna, con l’incidente probatorio, per confrontare i suoi dati genetici con quelli rintracciabili nelle tante macchie di sangue lasciate sia sull’attrezzo da lavoro con cui la vittima fu colpita, sia sul pavimento della stalla. Il 64enne non dovrebbe essere stato l’unico a ferirsi nella colluttazione, anche l’aggressore avrebbe potuto perdere sangue. L’incidente probatorio non è stato ammesso per un motivo procedurale: la richiesta è arrivata dopo quella del giudizio immediato. Ma ciò non toglie che Pylipovych è pronto anche al test del Dna per dimostrare la sua innocenza. (Alessandra Staiano – Metropolis)

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