CAPRI NEWS Vandalizzata nuovamente la stele di Lenin a Capri: scritte nere contro le forze dell'ordine
INSERITO DA ANGELA CECERE
Ancora una volta è stata vandalizzata e imbrattata a Capri la stele di Lenin, l’opera marmorea realizzata dallo scultore Giacomo Manzù (lo stesso che ritrasse Paolo VI e incise il più moderno dei portali bronzei all'ingresso della basilica di San Pietro), donata al Comune di Capri e presente dal 1970 su una terrazza panoramica a due passi dai celebri Giardini di Augusto. Già in passato la stele è stata oggetto di danneggiamenti. Stavolta ignoti hanno “inciso” sull’opera del Manzù, con vernice nera, scritte contro le forze dell’ordine, lasciando la firma “Acab” (acronimo di ribellione nei confronti della polizia) e disegnando un uomo con berretto indossato al contrario e spinello fumante. Altre scritte che inneggiano agli “Hooligans” sono state disseminate con bombolette spray lungo viale Matteotti, la strada che conduce ai Giardini di Augusto. La stele “Lenin a Capri” rappresenta un importante pezzo di storia dell’isola. L’opera, formata da tre blocchi di marmo di Carrara, è la testimonianza di un viaggio di inizio secolo che suggellò il curioso vincolo tra l'isola più mondana d'Italia e la patria del comunismo. Fu sulle rotte degli esuli russi, che Vladimir Ilyich Ulyanov, al secolo Lenin, approdò a Capri, ospite dello scrittore Maxim Gorkij, fuggito dalla Russia dopo la rivoluzione del 1905. L'isola dei faraglioni divenne scenario dei loro dialoghi e di interminabili partite a scacchi sospese tra l'esilio e la storia. Vicenda e scenari che hanno sollecitato la fantasia di storici e scrittori.
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28.11.2014.
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