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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Anci Sardegna, Governo alzi tiro con Ue Accoglienza migranti:'Renzi metta in campo prestigio,se ce l'ha'

17 Giugno 2015, 08:11am

Pubblicato da www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Anci Sardegna, Governo alzi tiro con Ue Accoglienza migranti:'Renzi metta in campo prestigio,se ce l'ha'

M.P. ORISTANO,  "Sulla questione dell'accoglienza degli immigrati, l'Italia deve alzare il tiro nei confronti dell'Unione europea. Se ha prestigio, il presidente del Consiglio Renzi lo metta subito in campo". Questo, in sintesi, il messaggio, tutto politico, che i sindaci sardi convocati questa mattina ad Abbasanta, in provincia di Oristano, dal presidente dell'Anci, Piersandro Scano, si preparano a mandare al Governo ma anche all'Anci nazionale e alla stessa Unione europea. "La Sardegna ha già raggiunto e superato la quota del due per cento che le è stata assegnata", ha spiegato Scano. "Noi diciamo no ad egoismo e indifferenza, ma diciamo no anche al caos e all'improvvisazione di oggi. Attualmente - ha concluso il presidente dell'Anci Sardegna - il fenomeno è totalmente non governato con l'Unione europea inerte e il Governo nazionale debole". 
   

SINDACI IN TRINCEA, "EUROPA MATRIGNA" - di Francesco Pinna

"Al Consiglio europeo del 25 e 26 giugno il Governo italiano pesti i piedi e batta i pugni sul tavolo e l'Europa non volti la faccia ma affronti seriamente il problema dell'accoglienza dei migranti che continuano a sbarcare a migliaia sulle coste italiane". Qualcuno ha usato espressioni più morbide, altri anche più dure, ma è questo in sostanza l'appello lanciato al Centro servizi Losa di Abbasanta da una larghissima rappresentanza dei sindaci sardi nel corso dell'assemblea convocata dal presidente dell'Anci Piersandro Scano. Ed è questo il messaggio che Scano porterà domani al Consiglio nazionale dell'Anci e al suo presidente Piero Fassino perché lo trasmettano a loro volta al presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Tirando le somme del dibattito, il numero uno dell'Associazione dei comuni sardi ha ribadito il sì alla solidarietà e il no all'egoismo della stragrande maggioranza dei sindaci isolani, ma ha anche rilanciato la necessità di un deciso cambio di rotta sia dell'Unione europea, "colpevole di inerzia", sia del Governo nazionale, "troppo debole nei confronti dell'Ue". Al centro del confronto anche le difficoltà e i problemi di ordine pratico con i quali i sindaci devono fare i conti ogni giorno. Nel mirino lo Stato centrale e i suoi rappresentanti sul territorio, i Prefetti, accusati di scavalcare sistematicamente le amministrazioni locali e di chiamarle in causa solo quando ci sono emergenze da risolvere.

Il sindaco di Valledoria Tore Terzidda, che proprio in questi giorni ha dovuto gestire la vibrata protesta di un gruppo di profughi, ha denunciato pressioni per sorvolare sulle regole e conti che non tornano sui quali informerà la Procura. Quello di Irgoli, Giovanni Porcu, non ha dubbi: "Del ministero dell'Interno ci possiamo fidare poco", ha chiarito. E il primo cittadino di Sardara, Peppe Cau, ha puntato il dito contro la "Prefettura poco corretta" sottolineando che "i Comuni vengono regolarmente scavalcati salvo essere sempre chiamati quando c'è l'emergenza". Gianfranco Cappai, sindaco di Selargius, ha citato un episodio emblematico: ha scoperto solo dopo una settimana che la Prefettura aveva trasferito, senza avvisare il Comune, decine di migranti in un capannone della zona industriale privo del requisito di abitabilità.

Più istituzionale il presidente del Consiglio delle autonomie locali (Cal) Giuseppe Casti. "Ogni operazione - ha spiegato - deve essere concordata con i sindaci che invece vengono spesso ignorati, con le Prefetture serve un rapporto corretto e costante". Indignato anche il primo cittadino di Oristano Guido Tendas. "Per la festa della Repubblica ci chiamano solo ad allestire il palco e le rette dei minori che dobbiamo ospitare in strutture autorizzate le dobbiamo integrare con i nostri soldi perché i 45 euro che ci passa lo Stato non bastano - ha tuonato - Se Renzi vuole, andiamo con lui a Bruxelles a battere i pugni sul tavolo". Pronto a scendere in piazza il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. Perché, ha sottolineato, "non è una questione di immigrati clandestini ma di richiedenti asilo che hanno diritto alla libera circolazione". E se Paesi come Francia, Germania e Belgio hanno dimenticato le loro responsabilità coloniali in molti Paesi africani, ha proposto di ricordargliele "manifestando sotto le Ambasciate".

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