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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA 8 marzo: Afra Carubelli,le donne? Come un fiume carsico Femminista storica, diritti non muoiono ma questa festa che pena

8 Marzo 2015, 13:19pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA 8 marzo: Afra Carubelli,le donne? Come un fiume carsico Femminista storica, diritti non muoiono ma questa festa che pena
NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA 8 marzo: Afra Carubelli,le donne? Come un fiume carsico Femminista storica, diritti non muoiono ma questa festa che pena

INSERITO DA GIULIA NARDONE CAGLIARI, "L'8 marzo? Fino a qualche decennio fa questa ricorrenza storica mi emozionava, la sentivo sulla pelle. Oggi è cambiato tutto, non mi ci riconosco più".
Afra Carubelli, oncoematologa cagliaritana, figura storica del movimento femminista anni '70 prende le distanze da quella che definisce 'una festa svuotata di contenuti ed esaltata negli aspetti folkloristici e commerciali, ridotta ad un omaggio floreale di mimose'. Ma è perentoria nell'affermare: "Il femminismo non è mai morto, anzi è più vivo che mai, è come un movimento carsico, quando sembra scomparire si fa risentire con maggior vigore, anche se con modalità differenti dal passato".
Gli anni più intensi della lotta sono distanti quasi 5 decenni.
Era il 1972 quando a Cagliari nasceva il collettivo femminista di via Donizetti.
"C'era un grande fermento - ricorda Afra - ci riunivamo per dialogare, preparare le manifestazioni, stampare manifesti e volantini con il ciclostile. Ai cortei ci facevamo sentire scandendo a squarciagola i nostri slogan quali 'donna è bello', 'tremate tremate le streghe son tornate", 'l'utero è mio e lo gestisco io'. Gonnelloni a fiori e zoccoli erano un dettame stilistico per distinguerci dall'immagine della militante forse un po' troppo mascolinizzata e rivendicare il diritto a lottare senza rinunciare all'identità femminile. C'erano una consapevolezza ed un entusiasmo diffusi". La battaglia per il divorzio e l'aborto, la lotta alle discriminazioni, erano i punti cardine delle mille rivendicazioni di quelli anni.
"Quella voglia di lottare per la conquista dei diritti civili ha cambiato la mia vita e quella di molte altre - racconta - tra i ricordi più belli ci sono quei momenti che dedicavamo all' autocoscienza, il condividere il vissuto più profondo, tirare fuori il disagio creato da un modello imposto che non riconoscevi come tuo, ci ha dato uno strumento e una consapevolezza che ho poi ognuna di noi ha utilizzato nella propria esistenza". Ricordi, immagini, tracce vita vissuta con intensità riaffiorano. "Il femminismo è stata una esperienza formativa, non solo, quell'impegno mi dava la sensazione di poter conquistare spazi di felicità e mi ha lasciato una bella eredità: resistere alla cultura patriarcale e maschile. Tutto questo in parte è stato offuscato dal berlusconismo che ci ha riportato indietro di 40 anni - aggiunge - oggi sta riprendendo vigore il confronto tra il femminismo dei miei 20 anni e quello delle attuali generazioni. Guardo con fiducia a quelle ragazze che sanno leggere i messaggi stereotipati e lesivi dell'immagine della donna che provengono da media e pubblicità".
Tra gli scaffali della sua libreria spiccano tanti nomi di scrittrici e poetesse. "Il femminismo ha costituito una importante svolta nel mondo. E' un movimento che non ingiallirà mai. Ci sono tantissime pagine da dovere essere ancora scritte.
La lista delle conquiste da fare è lunghissima e ora più che mai è importante dare sempre più voce alle donne e valorizzarle nella loro competenza e autorevolezza. Questo e altro sarà compito delle nuove generazioni". (ANSA).

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