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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Ecco il popolo tra i filari dell’Oltrepo Dai 19 ai 60 anni di età, in maggioranza italiani e uomini: questo l’identikit degli oltre 1500 lavoratori stagionali

16 Agosto 2015, 10:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA www.mikivettica.net BRONI. Tra i 19 e i 60 anni, in maggioranza italiani e soprattutto uomini. È questo l'identikit dei lavoratori stagionali, che, da lunedì, saranno al lavoro tra i filari per la vendemmia in Oltrepo Pavese. In tutto oltre 1500 persone, tra cui sempre più italiani. La raccolta, che quest’anno si annuncia ottima dal punto di vista qualitativo, avrebbe già dovuto prendere il via in questi giorni, ma il maltempo ha fatto slittare la partenza, appunto, alla prossima settimana. «La maggior parte sono assunti come avventizi a tempo determinato per una ventina di giorni circa», spiegano gli uffici Coldiretti di Stradella e di Casteggio, che proprio per fornire assistenza specialistica alle aziende vitivinicole rimarranno aperti anche nei giorni di Ferragosto. La paga oraria sarà di 9,16 euro lordi: «Alcune aziende hanno scelto il pagamento tramite i voucher, mentre altre con il normale cedolino paga», sottolineano ancora dalla Coldiretti. Rispetto al passato il numero degli assunti è leggermente diminuito, perché sempre più aziende hanno acquistato macchinari per la vendemmia, che hanno inevitabilmente sostituito la forza lavoro. Ma chi sono queste persone, che per circa un mese saranno impegnate nella vendemmia? «I dati di quest’anno non sono ancora disponibili, ma dal monitoraggio sulle richieste arrivate l’anno scorso ai nostri uffici emerge che la maggior parte sono di nazionalità italiana – aggiungono i tecnici di Coldiretti – Ci sono anche alcuni provenienti dall’estero, dall’Egitto al Sudan, dalla Romania all’Ecuador. L’anno scorso gli uomini erano in maggioranza, ma c’erano anche alcune donne, tra cui una ragazza di 22 anni. Il più giovane ad essersi rivolto ai nostri uffici aveva 19 anni, il più anziano quasi 60». Di fronte a questa domanda di occupazione, le categorie agricole continuano la loro battaglia contro il lavoro nero e per la trasparenza, grazie anche alle soluzioni messe a disposizione dalla tecnologia. «Già l’anno scorso abbiamo lanciato “Job in Country”, una banca dati utile sia ai lavoratori che alle aziende agricole, che mette in contatto domanda e offerta di lavoro nel settore agricolo – spiega Wilma Pirola, presidente di Coldiretti Pavia –. Il tutto in un'ottica di trasparenza e legalità, con un semplice click e soprattutto gratuitamente». Sul sito internet, lavoro.coldiretti.it, è disponibile un database che permette alle imprese del settore di individuare la risorsa giusta, e che allo stesso tempo consente ai lavoratori di trovare l'opportunità ideale. Collegandosi al portale web (o utilizzando l'applicazione per smartphone) chi è in cerca di un'occupazione può inserire il proprio curriculum, mentre le aziende agricole possono pubblicare le loro offerte di lavoro. «La banca dati ha avuto l'autorizzazione del ministero del lavoro – sottolinea ancora il presidente Coldiretti – e compie un servizio totalmente gratuito di intermediazione della manodopera, favorendo la trasparenza e la legalità». Il servizio si rivolge anche ai giovani che hanno intenzione di effettuare uno stage o ai pensionati che vogliono integrare il proprio reddito, senza dimenticare gli studenti in cerca di un lavoro estivo. Buone notizie anche sul fronte della sicurezza, legata alla presenza di manodopera straniera sul territorio: dopo i

disagi degli scorsi anni, ora il problema sembra ormai contenuto, grazie alle ordinanze anti-bivacco emanate dai Comuni, come Santa Maria della Versa, e la disponibilità di molte aziende agricole ad offrire vitto e alloggio ai lavoratori, per tutto il tempo della raccolta.

 

Oliviero Maggi LA PROVINCIA PAVESE

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