NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Omicidio di Orune, a un passo dall’assassino
La pista privilegiata - sulla quale i carabinieri del Reparto investigativo del comando provinciale di Nuoro e quelli della compagnia di Bitti hanno concentrato l’attenzione - porta sempre più a Nule. Il paese da dove la sera prima dell’omicidio di Orune è scomparso misteriosamente Stefano Masala, 28 anni, un bravo ragazzo, incapace di fare del male a nessuno.
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Giovani e giovanissimi inseguono il mito di una malintesa "balentia" e per loro le armi riempiono il vuoto della parola
Il giovane non si trova e si teme che possa essere stato ucciso dopo che qualcuno che conosceva bene, e di cui si fidava, l’ha “usato”. A questo punto gli investigatori - tra le diverse ipotesi - valutano anche che chi ha ammazzato a fucilate Gianluca Monni possa essersi liberato di un testimone scomodo come Stefano Masala, anello debole di un nucleo che ha seminato morte. L’aspetto drammatico della Opel corsa grigio scuro abbandonata non lontano da Pattada e incendiata, purtroppo lascia poco spazio a ragionamenti positivi.
Oggi lunedì 11 a Nuoro è in programma un vertice con il coordinamento della procura della Repubblica che dirige la delicata inchiesta. E potrebbe essere il momento delle prime decisioni dopo la mole di lavoro di questi giorni.
Le conferme. L’inchiesta sembra seguire un filo logico che ha come base, in particolare, un episodio accaduto a Orune il 13 dicembre dello scorso anno, in occasione di una festa per “Cortes Apertas”. Quella è una occasione in cui un gruppo ristretto di giovani di Nule (tra i quali ci sarebbero stati anche Stefano Masala, un minorenne che figura tra i principali sospettati e un altro ragazzo) sarebbe entrato in contrasto con Gianluca Monni e alcuni suoi amici orunesi. I tre erano partiti da Nule diretti a Buddusò, dove era in corso una festa di diciottenni. Da lì si sarebbero poi spostati a Orune.
Lo sgarbo. Nella sala la situazione è andata avanti senza problemi fino a quando il più giovane dei tre di Nule non avrebbe cominciato a molestare Eleonora, la fidanzatina di Gianluca Monni. Un atteggiamento irrispettoso, insistente ed esagerato, tanto che dopo i richiami fermi da parte di Gianluca, erano volate le botte. Lo studente orunese non aveva esitato a difendere con fermezza la sua ragazza. E il ragazzo di Nule aveva avuto la peggio.
La pistola. A complicare le cose, però, era saltata fuori una pistola, apparsa improvvisamente nelle mani del minorenne di Nule e puntata contro Gianluca Monni. Pochi attimi e il ragazzo era stato circondato e disarmato, la pistola “sequestrata”.
La punizione. In quella circostanza nessuno aveva alzato un dito nei confronti di Stefano Masala che si era allontanato dalla scena e, anzi, era rimasto molto scosso per l’accaduto. All’uscita del paese l’auto sulla quale viaggiavano i giovani di Nule era stata fermata dal nucleo di orunesi e insieme alle ultime “diffide” erano arrivate ancora botte nei confronti del minorenne protagonista delle molestie nei confronti della fidanzatina di Monni e delle minacce con la pistola.
La trattativa. E quella pistola sarebbe diventata motivo di tensioni senza fine. Tanto che - per cercare di chiarire gli aspetti più delicati - sarebbero intervenuti anche degli adulti per una sorta di mediazione. Insomma, scuse per quanto accaduto e la conseguente richiesta di restituzione dell’arma. Come sia finita quella storia non è chiaro e pare che gli inquirenti stiano valutando alcuni aspetti dubbi. Ma non è improbabile che possa essere uno dei moventi, la causa scatenante che ha portato l’assassino a pianificare la folle uccisione, per vendetta, di Gianluca Monni.
GIANNI BAZZONI LA NUOVA SARDEGNA
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