MONTI LATTARI CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Agerola scoperta piantagione di cannabis, i Monti Lattari "Giamaica" italiana
DI ANGELA CECERE Sembrava un terreno incolto, invece si trattava di una piantagione di cannabis indica. A scoprirla sono stati i carabinieri di Agerola, al termine di un controllo in contrada Campi. Il terreno, non recintato, è di proprietà di una persona completamente estranea alla coltivazione. Dopo la campionatura, le 16 piante sono state distrutte.Piante di marijuana coltivate su un terreno da tempo incolto e non recintato di proprietà di un ignaro anziano. È quanto hanno scoperto nelle ultime ore i carabinieri ad Agerola nell’ambito di un servizio di controllo del territorio e di una più ampia attività contro i narcotrafficanti dei Monti Lattari, scrive fr.fer. su Il Mattino. Si tratta del secondo caso del genere registrato nel corso dell’estate, quando il monitoraggio delle forze dell’ordine sul business della marijuana diventa asfissiante per le organizzazioni criminali impegnate nella «raccolta» e nella «lavorazione» della cannabis. A fine luglio, infatti, a guardia di finanza ha scoperto e distrutto a Lettere una coltivazione di oltre cinquecento piante su un terreno privato il cui proprietario si è dichiarato all’oscuro di tutto. Si tratta di un’importante novità per le autorità che da tempo indagano sui traffici di droga proveniente dai Lattari (Gragnano, Lettere, Sant’Antonio Abate, Agerola): solitamente, infatti, le piantagioni sorgono su terreno demaniale e ciò rende difficoltoso risalire ai responsabili. Il sequestro di ieri ha proporzioni più ridotte rispetto a quanto avvenuto a Lettere, ma il fenomeno sembrerebbe il medesimo. L’operazione è stata effettuata dai carabinieri della stazione di Agerola, agli ordini del maresciallo Luigi Mascolo, che hanno scovato la piantagione di cannabis indica in contrada «Campi». I militari hanno rinvenuto sedici esemplari di piante in stato di crescita avanzata (oltre due metri di altezza) e pronte per essere lavorate. Il proprietario del terreno si sarebbe dimostrato estraneo ai fatti. Stando ad indiscrezioni, al momento non confermate dalle forze dell’ordine, proprietari di vasti appezzamenti di terra o concessionari di aree demaniali destinate alla coltivazione di frutta e verdura si sarebbero rivolti alle autorità e alle istituzioni. Il timore è che i terreni a loro riconducibili finiscano tra quelli utilizzati dalla criminalità per le piantagioni di marijuana. Un po’ come accaduto ieri, quando i carabinieri hanno sequestrato sedici piante coltivate su un terreno privato: il proprietario si è dichiarato all’oscuro di tutto. Discorso ancor più particolare quello riguardante i concessionari, da sempre coltivatori e rivenditori diretti di frutta e ortaggi: sarebbero già in molti ad aver rinunciato alla «terra» per evitare di imbattersi nei narcos. Si tratta di sfaccettature che potrebbero entrare a far parte dei diversi filoni d’inchiesta di forze dell’ordine e magistratura riguardanti la coltivazione e la manodopera, l’immissione della droga nelle piazze di spaccio e i clan camorristici coinvolti nel business milionario della cosiddetta «Giamaica italiana». Solamente quest’anno, compreso il sequestro operato ieri dai carabinieri, sono state rinvenute e distrutte oltre tremila piante di canapa pronte per essere lavorate. Si stima che in totale le forze dell’ordine abbiano sottratto alle casse del narcos circa tre milioni di euro. Un business monitorato anche dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli dopo che nell’agosto del 2013 tre presunti coltivatori furono feriti nell’esplosione di un’autobomba in via Creta a Lettere. Si temette lo scoppio di una vera e propria guerra tra clan camorristici per il predominio dei traffici di droga, e da allora l’attenzione delle forze dell’ordine sul territorio di Lettere, Sant’Antonio Abate e Gragnano è altissima e costante. Quegli equilibri criminali, che tengono sotto scacco intere aree boschive e terreni fertili, sono ancora in bilico.
17.09.2015 14.27
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