Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avvolto ancora nel mistero è il caso del giovane ragazzo di Positano, Antonino Coppola, scomparso a Londra il 16 settembre di quest’anno. Il giovane è stato avvistato l’ultima volta mentre usciva dalla metropolitana alla stazione di Bow Road a East London. Secondo una prima ricostruzione Antonino era salito su un treno della metropolitana di Londra con il suo amico quando ha iniziato ad avvertire problemi allo stomaco. Dalle telecamere di videosorveglianza si vede mentre cerca un bagno. Poi il vuoto. La persona che era con lui, arrivata da poco a Londra, è rimasta ad attenderlo in stazione con il bagaglio. Ma con il trascorrere delle ore la situazione è diventata allarmante con l’immediata denuncia della scomparsa alla polizia locale. Infatti, il campanello d’allarme è stato lanciato dalla pagina Facebook della Richmond Upon Thames Police. La redazione di “Chi l’ha visto?” ha preso a cuore il caso del giovane e nella puntata di ieri 22 settembre 2021 ha lanciato un’appello di aiuto per velocizzare la ricerca sfruttando il forte potere mediatico che la trasmissione vanta. L’appello è stato lanciato attraverso le parole della madre del ragazzo, Mariella Buonocore, durante il collegamento nei pressi della Chiesa Nuova di Positano. La madre, affiancata dal sindaco di Positano Giuseppe Guida, ha subito espresso la speranza nel ritrovare il suo ragazzo. “Antonino deve tornare e quando sarà di nuovo con noi organizzeremo una grande festa per accoglierlo” dice la donna, mentre con il cuore affranto chiede agli spettatori informazioni utili per ritrovare il ragazzo. Invitiamo chiunque avesse notizia del giovane a contattare la polizia di Londra o la redazione di “Chi l’ha visto?” per aiutare i familiari a ritrovare e riabbracciare Antonino al più presto. AMALFINOTIZIE
DI PASQUALE GRECO Anche oggi Positano tutto bloccato, ma questa volta la causa del traffico è dovuta ad una perdita di diesel di un'automezzo lasciando per molti metri una scia di carburante sull'asfalto, con il rischio che qualche moto possa scivolate.
Si attende chi di competenza provveda al più presto e metta in sicurezza del strada.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Paura nella serata di ieri in Costiera Amalfitana dove una donna è volata giù dal terrazzo mentre faceva un selfie. Il fatto è accaduto a Positano dove una turista sarebbe caduta dal terrazzo di un albergo. La donna in compagnia del fidanzato e approfittando dell’incantevole panorama offerto dalla perla della Costiera Amalfitana stava facendo alcune foto. Per motivi ancora non precisati e tutti da verificare, la ragazza sarebbe caduta. Fortunatamente il suo volo è stato attutito dall’acqua presente nella piscina sottostante. Sul posto sono immediatamente intervenuti sanitari del 118 che hanno provveduto a trasportare il turista al pronto soccorso di Castiglione di Ravello, dove sono state medicate alcune ferite. Nonostante il volo e il grande spavento la turista non avrebbe, fortunatamente, riportato particolari conseguenza.AMALFINOTIZIE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Positano. Non c'è tregua per il Salernitano. Ancora fuoco e fiamme nei comuni della provicia, a bruciare questa volta è la Divina. Un nuovo incendio ha colpito la Costiera Amalfitana, in fiamme la montagna sopra Positano. Un nuovo rogo si è sviluppato nel tardo pomeriggio. L’allarme è stato lanciato dai volontari del Parco Regionale dei Monti Lattari che, via social, hanno pubblicato le drammatiche immagini della zona tra Montepertuso e Nocelle. "Un incendio doloso ci tiene con il fiato sospeso. - denunciano dall'Ente - Le fiamme sono state appiccate nel tardo pomeriggio quando attivare il soccorso aereo è più difficile. L’incendio sarà monitorato tutta la notte dalla protezione civile sperando che non si alzi il vento da mare che potrebbe alimentare le fiamme. I canadair alle prime luci dell’alba raggiungeranno la zona interessata. Stavolta i piromani hanno “saputo scegliere “ anche quando era meglio che le fiamme si propagassero, al tramonto quando il soccorso aereo non può intervenire. Criminali senza scrupoli che ci auguriamo vengano scoperti e smascherati il prima possibile". di Federica Inverso OTTOPAGINE
DI MICHELE PAPPACODA Una buona notizia ci arriva dalla città verticale, la città romantica di Positano: il comune comunica che vi sono stati due nuovi guariti al coronavirus e rimane ancora positivo un solo cittadino. Ieri non vi è stato nessun contagio; rammentiamo ancora una volta a tutti i cittadini, turisti e villeggianti di usare sempre le mascherine, di non creare assembramenti e di tenere sempre in primo piano le norme igienico-sanitarie, affinché la Costiera Amalfitana e la cittadina di Positano diventino immuni al covid-19, raccomandazione che vale per tutti i cittadini sia di Positano che dell'intero territorio italiano.
DI MICHELE PAPPACODA Durante la persecuzione iconoclastica in oriente, ( circa 1195 ) avvenne a Positano un ammirabile Avvenimento. Una nave, partita da quelle parti, recava a bordo l´Immagine dipinta della gran Madre di Dio, che stringe nel braccio sinistro il Divino Infante, ed il bastone sormontato da doppia croce. Entrata nel golfo di Salerno a piene vele, e arrivata dirimpetto alla città di Positano, i naviganti, udendo una voce: Posa, immantinente si fermarono. Il pilota, da interno lume ispirato, rivolse le vele al vicino lido. Quivi, rapportando l´accaduto, diede la cenata Immagine ai cittadini di Positano, che con somma gioia se la ricevettero, ed accompagnati da tutto l´equipaggio della nave, la trasportarono nella Chiesa di S. Vito. E´ questa immagine opera di greco pennello, su tavola dallo spessore di quattro dita, lunga undici palmi e larga quattro, ha sulla testa soprapposto un diadema di oro. E´ di colore bruno, colla faccia sfumata di rosso, e siede guardando con occhio severo. I Positanesi La riguardarono sempre come un dono fatto loro dalla stessa Madre di Dio, e come pegno dell´alta Sua protezione. La proclamarono quindi loro Patrona e Protettrice e come tale La onorarono sempre con ispeciali omaggi d´amore, di rispetto e di venerazione. Avvenne un giorno – come si ha dalla tradizione – che, venuti in chiesa, non più La ravvisarono sull´Altare; di che al somma meravigliati e stupiti e con ansia ricercata, La ritrovarono poggiata su di un cespuglio di mortella, e, lietissimi, la ripresero e La riportarono nel luogo primiero dandosi alacremente ad edificare in quel luogo una Chiesa che è appunto quella che ora si vede in riva del mare… e spiegando per la Gran Madre di Dio una grandissima devozione e passando il sabato digiuno o in altra volontaria astinenza. Era tale l’amore che con confidenza somma La invocavano la Madonna mia, la Madonna di Positano. Era, questo Nome continuamente da essi ripetuto. Se davano, se ricevevano, se contrattavano, finivano con l´invocare il nome della Madonna… Questo nome era l´ornamento d´ogni loro discorso. Da questo amore nacque il rispetto alle Sue Immagini, che venivano riprodotte al naturale e con una nave veleggiante e con le parole significative Posa! Posa! A queste figure annettevano una grande importanza, perché le riguardavano come tutelavici delle loro case, delle loro persone, e di tutte le loro sostanze e per questo motivo le tenevano affisse nelle pareti delle abitazioni, negli ingressi delle stanze, sulle porte delle loro possessioni, nei loro negozi, nei loro navigli, nelle strade, nelle piazze, e in tutto ció che avevano di più caro. Non contenti di questo, recavano una figura della Madonna con sé abitualmente come loro tutela fuori casa in tutti gli eventi della vita. . Si narrano avvenuti moltissimi portenti. Di più. Era tale e tanta la loro devozione e il loro amore che, di quanto lucravano nel commercio e nella pesca, ne offrivano la quarta parte per la Madonna, specie perla festa del 15 Agosto. Tra i marinai, tra i pescatori, era detto il quarto-barca.(Dalla “Monografia della Città di Positano” del Canonico Errico Talamo – 1894)
La statua lignea della Madonna che viene portata in processione è di origine settecentesca, probabile di scuola napoletana, la prima ‘incoronazione’ con la corona dorata risale al 1783, nel gennaio del 1987 le corone vennero rubate, e prontamente ne furono fatte di nuove fondendo l’oro donato dai fedeli.
“Mancava poco a mezzogiorno ed io già pregustavo il momento della chiusura della gioielleria. Chiudere, inforcare il motorino e tornare a casa, era il massimo della gioia! Il fattorino con aria un po’ preoccupata mi si avvicinò “ Mi scusi, ma c’è della gente, di fronte, che guarda insistentemente la nostra vetrina”. Mi alzai e guardai attraverso il cristallo della porta. In effetti c’era un gruppetto di persone ferme sul marciapiedi. Mi resi conto subito che erano cinque positanesi che erano lì fermi ed indecisi. Riconobbi il Parroco Don Rafele, il costruttore Giovanni Russo, Il falegname detto “ Lo Scorpione” ed altri due di cui mi sfugge il nome. Uscii fuori e chiesi se avessero bisogno di me ed alla loro risposta affermativa li invitai ad entrare e a sedersi sul divano. Erano tutti un po’ imbarazzati ma Don Rafele, abituato in genere a parlare con i peccatori, venne velocemente al dunque. Mi raccontò che qualche tempo prima, alcuni ladri si erano introdotti nella Chiesa Madre e avevano scassinato la cassaforte e tra le tante cose avevano addirittura rubato la corona d’oro della Madonna. Si può immaginare quale fu la sorpresa ed il dolore per un furto che coinvolgeva tutta la popolazione di Positano. Don Rafele si sentiva un po’ colpevole per non avere custodito in maniera perfetta i Sacri Beni ma tutti lo consolavano cercando di addossare le colpe al fatto che i ladri dovevano essere a conoscenza dei sistemi di sicurezza (o insicurezza) per cui il colpo sarebbe riuscito comunque. Una colletta organizzata in Chiesa aveva fruttato una buona cifra così mi chiesero se potevo interessarmi per far fare, ad una ditta qualificata, la fusione di una nuova corona conoscendo il mio legame con Positano che datava addirittura dal 1942. Accettai con entusiasmo, ero felice del fatto che i Positanesi così restii a parlare delle loro cose private con gli estranei, avevano scelto proprio me per una cosa così delicata. Nella Via Costantinopoli c’era una antica fonderia, Avolio, che aveva tutta la mia fiducia poiché avevamo lavorato spesso con loro anche quando la gestione della gioielleria era affidata a mio nonno e mio padre. Ci demmo appuntamento fuori il portone per il giorno dopo. Puntualmente il gruppetto arrivò e ci addentrammo nel portone. Nel cortile una porta polverosa conduceva alla fonderia. Volutamente non avevo annunciato il nostro arrivo proprio perché doveva essere per loro una sorpresa. Entrai, avvertendo subito dopo i convenevoli: “ Questa non è una giornata molto fortunata per voi perché probabilmente dovrete eseguire un lavoro molto bello ed il guadagno non sarà sullo stesso livello.” Li misi a parte di tutto quello che era successo e così cominciammo a sfogliare il catalogo fotografico di tutte le corone che avevano eseguito negli anni per tutte le Chiese, in speciale modo della Campania, oltre che in tante altre regioni. Rimanemmo attoniti per la quantità e la bellezza dei manufatti e tutti mi sorridevano con gratitudine. In una mezz’ora riuscimmo a tirare fuori tre o quattro foto e dopo discussioni un po’ atee che rassomigliavano a quelle che si fanno in un atelier quando si sceglie ad esempio un cappello per una signora e l’interessata non è presente. Ognuno diceva la sua immaginando la Madonna in processione con una corona che per Lei era la più adatta. Si giunse infine ad un accordo e si cominciò a parlare di prezzo e di tempo necessario per l’esecuzione. Devo dire che il proprietario della fonderia ci venne incontro con amicizia e professionalità; anche il costo rientrava nel “budget” previsto per cui si dette il benestare per il via. Ci lasciammo con grandi strette di mano. Dopo qualche giorno mi arrivò la notizia che un gioielliere di Positano si era ribellato all’idea che uno “straniero “ fosse stato incaricato di una cosa così delicata riguardante il Paese e che quindi avrebbe voluto subentrare a me. La cosa però finì lentamente come in genere accade nei paesi ed il fatto fu dimenticato. La telefonata mi arrivò annunciandomi la fine del lavoro grezzo che la fonderia, orgogliosa, voleva mostrare al comitato. Il giorno dopo eravamo seduti intorno al tavolo su cui era posata una bellissima corona. Non era ancora stata lucidata ma si immaginava facilmente come sarebbe diventata. Tutt’intorno alla base c’erano dei piccoli rigonfiamenti e suggerii di eseguirli in oro bianco e riempirli di brillantini. Mi guardarono un po’ perplessi e Don Rafele confessò che il “ budget “ era terminato e non si sarebbero potute apportare né modifiche né migliorie. Allora per gratitudine per quello che Positano aveva dato a me ed alla mia famiglia, mi offrii di regalarli io alla Chiesa, e così si fece. La corona finita fu trasportata a Positano e posta al sicuro. Me ne tornai ai miei affari e pensavo che tutto fosse ormai terminato ma, purtroppo, non fu così! Giunse il giorno fatidico del 15 agosto e tutto era pronto per la processione. La banda suonava sul sagrato e dalla Chiesa Madre, uscì la Madonna splendida con la Sua corona nuova. Ci si avviò sulla scala che portava ai Mulini e ad un tratto, forse a causa di tentennamento più forte, la corona saltò dalla testa della Madonna e cadde a terra. Prima ci furono grida di stupore poi un silenzio piombò come una coltre. Immediatamente si fecero un sacco di congetture: che forse non Le piaceva e rivoleva la vecchia, forse era un dispetto, forse era giusto che uno straniero non dovesse entrare nelle cose del Paese. Soltanto dopo un poco ci si accorse che in effetti il foro della Statua era poco profondo e quindi la corona non era stata fissata bene. La cosa fu presto rimessa in sicurezza e la processione continuò tra canti religiosi e squilli degli strumenti della banda. Finalmente anche il comitato sorrise soddisfatto e tutto andò per il meglio. Una settimana dopo passando sul sagrato della Chiesa, Don Rafele mi chiamò e mi chiese di entrare in Sagrestia. Mi guardò con i suoi occhi sorridenti e scusandosi della Sua povertà che non gli permetteva di farmi un regalo più importante mi porse un quadretto di Positano che avevano regalato a Lui personalmente pregandomi di accettarlo con tanta riconoscenza. Il quadretto lo tengo da conto nel salotto di casa mia e quando lo guardo… Qui finisce il racconto di una strana avventura che mi ha legato ancora di più a Positano. La scrivo poiché sono ormai vecchio e non vorrei che fosse dimenticata, spero che insieme a lei forse, tra qualche anno, qualcuno si ricorderà anche di me.” Fabrizio Knight – Positano 4 luglio 2012 (pubblicato su PositanoMyLife da Massimo Capodanno). Collegata alla festa della Madonna e più direttamente alla processione, è la tradizione delle ‘pietre bucate’ : dopo il passaggio della statua della Madonna sulla spiaggia ci si mette alla ricerca dei sassi del mare che presentato un foro da parte a parte ( le pietre bucate appunto) che si ritiene siano dei portafortuna ed abbiano anche particolarità curative e taumaturgiche. Una simile devozione avevano alle pietruzze, che si ritrovavano sull´arena sul lido del mare: quelle bucate o perforate, e si tengono come benedette dal passaggio della sacra Immagine, quando fu recata in questo lido. Era tale il rispetto che i marinai positanesi non si facevano lecito fare sabora dell´arena della marina; e quante volte erano astretti a farla, al ritorno del viaggio la restituivano al loro posto. Al par delle figure, ciascun positanese porta una di queste pietruzze addosso. In caso di malattia, ripongono la pietruzza perforata in un bicchiere d’acqua e, raccomandatisi con viva fede alla Gran Madre di Dio, bevono l´acqua (sempre Errico Talamo) E poi tante altre storie legate alla Festa : il ‘pane e melone‘, ovvero nei giorni di festa il cibo principale era costituito da anguria e pane casareccio (il pane ‘cafone’ in parole nostre), e l’usanza di chiedere il perdono alla Madonna attraversando in preghiera la navata della Chiesa con le ginocchia a terra, ovvero il rito è ddenocchje p’terr’. Venendo ai giorni nostri, il Covid può fermare i festeggiamenti ‘esterni’ ma non certo la fede dei positanesi che si affidano alla protezione della ‘loro’ Madonna : alzando la tua mano, difendi Positano In copertina una immagine tratta da una stampa probabilmente degli anni ’20 del secolo scorso.
DI MIKI PAPPACODA Ancora un incidente nella notte al semaforo di praiano non si conoscono le dinamiche dell'incidente ma a quanto pare sì sì è stata coinvolta una moto o si è stato urtato da una moto in sosta l'incidente è avvenuto intorno la mezzanotte o più tardi non si registrano danni a persone ma solo danni a motoveicoli.
DI MIKI PAPPACODA Da fare almeno una volta nella vita: ammira lo spettacolo dei fuochi d'artificio dal mare e trascorri il Ferragosto in barca a Positano. Uno dei luoghi più suggestivi e romantici al mondo, reso ancora più bello dalla magia dello spettacolo pirotecnico organizzato la notte del 15 Agosto. Prenota il tuo tour in barca a Positano e trascorri Trascorri il tuo Ferragosto in barca e rendi la tua serata indimenticabile. A Positano si celebra la Madonna Assunta, la protettrice del borgo: il centro del paese si affolla, inizia la festa con danze tipiche popolari e piatti tradizionali. E poi il meraviglioso spettacolo dei fuochi d’artificio che verranno esplosi da mare. Tu sarai lì a g…
Nel pubblicare il programma delle celebrazioni liturgiche dal 5 al 22 agosto 2021, il Comitato per i festeggiamenti in onore di S. Maria Assunta, Protettrice di Positano, nonostante gli accordi già presi con la ditta incaricata per lo spettacolo pirotecnico e l’acquisizione delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti autorità locali ed in comune accordo con esse, con rammarico rende noto che, visti i precedenti annullamenti di altri eventi analoghi da parte delle autorità costituite per motivi del tutto precauzionali data l’attuale emergenza sanitaria, per ragioni di ordine pubblico e per senso di responsabilità verso la popolazione e i graditi ospiti presenti a Positano, lo spettacolo pirotecnico è rimandato al 2022.
DI MIKI PAPPACODA In questo momento,apprendiamo una brutta notizia....il cuore nobileè buono del caro e fraterno amico Antonio Carro ha cessato di battere. Quanti bei momenti trascorsi insieme un vero amico sempre disponibile e generosa era il riferimento di Piazza dei Mulini a Positano.... Atutta la famigliaun abbraccio forte.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A Positano arriva l’uomo più ricco del mondo: ecco Micky Arison, il presidente della Carnival Corporation. La Costiera Amalfitana continua ad attrarre visitatori da tutto il mondo, anche in questo periodo segnato dalla pandemia ancora in corso. Non appena le restrizioni hanno cominciato ad allentarsi, infatti, la Costa d’Amalfi, insieme alla Penisola Sorrentina ed a Capri, è tornata ad essere la prima scelta di vip e persone comuni, il luogo preferito da molti per trascorrere ore e giorni di relax durante il periodo estivo. E le cose stanno migliorando sempre più grazie alla zona bianca attualmente in vigore. L’ultimo in ordine cronologico ad essere giunto a Positano è Michy Arison. L’uomo più ricco del mondo, armatore isreaeliano naturalizzato statunitense, presidente e maggiore azionista della Carnival Corporation nonché proprietario della squadra di pallacanestro NBA Miami Heat, ha scelto di trascorrere dei giorni di relax nella perla della Costiera Amalfitana. Figlio di Ted Arison, armatore statunitense di origine israeliana, Micky nasce in Israele e si sposta nei primi anni negli USA seguendo il padre stabilendosi a Miami. Frequenta la University of Miami ma non consegue la laurea. Entra nell’azienda di famiglia nel 1979 con la carica di amministratore delegato di Carnival Cruise Lines, in seguito ricopre la carica di presidente della Carnival a partire dall’ottobre del 1990.