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NEWS ITALIA E DAL MONDO Natale, è boom di regali scelti sui social ma nel segno del Made in Italy Video e Reels per ispirarsi. Con un occhio all'ambiente

5 Dicembre 2022, 09:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO  Natale, è boom di regali scelti sui social ma nel segno del Made in Italy Video e Reels per ispirarsi. Con un occhio all'ambiente

INSERITO DA ANGELA CECERE Torna di moda il Made in Italy, più supporto dalle piccole imprese e dalle comunità locali e una speciale attenzione per l'impatto ambientale. Nella cornice della campagna Le Idee Migliori Meritano di Essere Scoperte, pensata per dare visibilità alle piccole imprese in un periodo strategico come le feste di Natale, Meta ha analizzato le abitudini di consumo delle persone sui social attraverso uno studio (commissionato a YouGov), che ha coinvolto gli utenti di 33 Paesi tra Europa, Medio Oriente e Africa, compresa l'Italia. Il 43% dei consumatori italiani sceglie di acquistare da una piccola impresa I risultati del report sono sorprendenti: sempre più diffusa la tendenza a supportare le comunità locali, con il 43% dei consumatori italiani che sceglie di acquistare da una piccola impresa, una vera e propria rivincita per il Made in Italy. Altro aspetto chiave è la sostenibilità: il 55% afferma di considerare l'impatto ambientale dei prodotti e regali che acquista per le festività natalizie, mentre il 35% apprezza i marchi che si focalizzano sul rispetto del pianeta. Il 30% dei festive shopper apprezza in particolare i marchi che si concentrano su politiche commerciali etiche o corrette. Durante le festività, i consumatori si dimostrano più aperti alle sorprese inaspettate: un italiano su due trova difficile decidere quali regali fare e si sente più a suo agio con le scoperte spontanee. Il 62% si diverte a scoprire articoli non cercati attivamente e quasi tutti pensano che ciò faciliti gli acquisti: il 92% si dice poi ben disposto a provare un marchio nuovo.Ma come scegliere i regali? Le app Meta (Facebook, Instagram e WhatsApp) sono il canale principale (45%), che sorpassa i motori di ricerca (36%) e i siti di e-commerce (31%). Tramite queste piattaforme un italiano su cinque (21%) scopre un'attività locale di cui non era a conoscenza, il 62% scopre idee regalo tramite contatti e suggerimenti (il 52% con i contenuti sponsorizzati). Inoltre quasi la metà degli utenti (43%) acquista prodotti scoperti tramite annunci personalizzati. Poi c'è il capitolo video e Reels: guardare video rappresenta il 50% del tempo trascorso su Facebook, ma sono i Reels il formato in più rapida crescita, che sale al 20% del tempo trascorso dagli utenti su Instagram. Il 35% dei consumatori trova i video utili per trovare ispirazione, mentre il 37% prende in forte considerazione i consigli dei creator su marchi e prodotti. Infine la comunicazione diretta: oltre uno su quattro (26%) utilizza le app di Meta per comunicare con le aziende, e il 53% le ha trovate un mezzo utile per il monitoraggio e la gestione degli ordini (ad esempio resi e rimborsi).
Con la spesa che è tornata ai livelli pre-pandemia, la pianificazione è rimasta cruciale: il 61% pensa che sia fondamentale organizzare in anticipo lo shopping natalizio. E si torna a fare giri nei negozi fisici, anche se restano le abitudini di acquisto digitale, maturate durante la pandemia.

LEGGO

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VELASCA VIMERCATE NEWS VILLASANTA Il campo scout intitolato all'indimenticato don Eugenio Ceppi

5 Dicembre 2022, 09:35am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La cerimonia si è svolta ieri, domenica 4 dicembre, giorno in cui il sacerdote avrebbe compiuto 100 anni Villasanta ricorda la figura di don Eugenio Ceppi e il gruppo scout gli dedica l'intitolazione della sede di via Toti. Domenica di festa, intrisa di tanti ricordi e testimonianze, quella vissuta alla base scout di via Toti. Una giornata organizzata dall'Amministrazione comunale, dal gruppo scout e dalla comunità pastorale Madonna dell'Aiuto. Il compito di svelare la targa a ricordo di don Eugenio è stato affidato al sindaco Luca Ornago e all'ex primo cittadino e anima del gruppo scout Enrico Fontana. Presenti alla mattinata di festa anche il parroco don Alessandro Chiesa. 

Don Eugenio rimarrà nel cuore dei villasantesi

Don Eugenio Ceppi rimarrà per sempre nel cuore delle tante generazioni di villasantesi che ha cresciuto.
Una data carica di significati quella di ieri. Infatti don Eugenio nacque il 4 dicembre del 1922 (se fosse ancora vivo festeggerebbe il secolo di vita) e proprio il 4 dicembre del 2012 venne inaugurata la base scout di via Toti che quest’anno compie 10 anni.

Per l'occasione è stata anche organizzata una mostra  dei ricordi di don Eugenio (la mostra rimarrà aperta oggi, lunedì, e domani, martedì, dalle 16 alle 19 in via Toti). E' ancora possibile acquistare alcuni degli oggetti appartenuti al sacerdote. Il ricavato sarà totalmente devoluto all'oratorio Don Bosco che don Eugenio ha guidato fino al 1950.

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Don Eugenio rifondò il gruppo scout

Uno dei grandi meriti di don Eugenio fu quello di aver rifondato il gruppo scout subito dopo la Seconda guerra mondiale. Il sodalizio, ricordiamo, nacque nel 1916 ma le sue attività vennero sospese durante il Regime fascista.

"I suoi ragazzi si chiamavano “Piccoli preti cantori” e facevano attività simil-scout presso l’ oratorio di Villasanta, con una uniforme kaki e cappellino rosso in testa - hanno sottolineato gli scout villasantesi - Una domenica del 1951, mentre si trovavano sul sagrato del Duomo di Monza, passò Beniamino Casati, storico capo fondatore delle “Aquile Randage” monzesi. Un uomo che di denti in bocca ne aveva pochi, a causa dei pestaggi dei fascisti, ma che le idee le aveva molto chiare. Vide i ragazzi in uniforme e gli andò incontro curioso. Chiese loro: “chi siete?” e gli risposero: “Siamo gli scout”. Casati prese allora contatto con don Eugenio e immediatamente rifondarono il gruppo “Villasanta 1”".

 

Gli anni della guerra

Il sacerdote pronunciò la sua promessa scout durante proprio durante gli anni della guerra.
"Il seme della promessa pronunciata sarebbe stato una vera luce per la vita di don Eugenio al punto da ispirare i suoi 70 anni successivi nello scoutismo, e dare origine a oltre 900 nuove promesse direttamente discendenti dalla sua opera - hanno continuato i suoi scout - Di lui possiamo ricordare tanti aneddoti, tra i quali l’incredibile prima risalita, nel 1953, fino in cima ai 4067 metri del ghiacciaio del Gran Paradiso, in una impresa epica da far tremare i polsi a chiunque: adolescenti che riuscirono a risalire il ghiacciaio con delle graffette di legno attaccate sotto le scarpe, fino alla cima. Una volta conquistata la vetta e celebrata la Santa Messa sulla sommità, per tornare al campo base (distante oltre 70 chilometri), in Valle Soana, ci misero 3 giorni, dovendo attraversare e crearsi un sentiero giù dalle nevi eterne del massiccio del Monte Ciarforon. Ora abbiamo una certezza: dopo aver risalito il Gran Paradiso ora il nostro don è asceso ad un Paradiso più alto e importante".

La proposta della civica di maggioranza

L'intitolazione della base scout di via Toti è stata anche oggetto di dibattito durante il Consiglio comunale di lunedì sera 28 novembre.  Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la proposta della lista civica "Cittadini per Villasanta" di intitolare a Don Eugenio Ceppi l’area ad uso pubblico di via Toti 3, gestita dal gruppo Scout Agesci Villasanta 1 al quale il sacerdote, scomparso nell’aprile 2021 all’età di 98 anni, è stato sempre legato a doppio filo, figurandone tra i fondatori, nel lontano 1950.

Originario di Mariano Comense

Originario di Mariano Comense, don Eugenio è approdato a Villasanta nel 1947 e qui ha concluso i suoi giorni, ospite della Rsa San Clemente. L’Ordine del Giorno dedicato alla proposta di intitolazione, promosso dal Gruppo Scout, è stato inoltrato alla Prefettura di MB rimpinguando la documentazione già sul tavolo del Prefetto che dovrà esaminarla al fine di autorizzarne l’ufficializzazione in deroga al requisito del decesso da almeno 10 anni.

Ha accompagnato tre generazioni di villasantesi"

"Don Eugenio ha dedicato 74 anni della sua vita ad accompagnare 3 generazioni di Villasantesi, come religioso, educatore, consolatore nel bisogno, visitatore nella malattia. Una vita di cure pastorali dedicate alla popolazione, educando i giovani fin dalla scuola, negli oratori maschile e femminile, vivendo attivamente la vita associativa del paese, nella Cosov, nell'Avis (121 donazioni e Assistente), nel Cai (socio dal 1946), nell'Unitalsi (socio e assistente dal 1951), nella Terza Età come assistente, nel Terz'Ordine Francescano, nel Gruppo Missionario, tenendo i contatti con i nostri missionari/e in tutto il mondo, visitandoli personalmente per portare i saluti dei parenti e gli aiuti economici raccolti ma, soprattutto, sostenendoli a distanza". PRIMA MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS BESANA IN BRIANZA Si mette alla guida di nuovo ubriaco e provoca un incidente: denunciato un besanese

5 Dicembre 2022, 09:30am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Si mette alla guida di nuovo ubriaco e provoca un incidente: denunciato un besanese

INSERITO DA MORENA MOTTA Oltre alla denuncia i carabinieri gli hanno ritirato la patente e sequestrato l'auto Un besanese è stato denunciato per guida in stato di ebrezza, dopo aver causato un incidente in viale Kennedy a Besana. Non era la prima volta: già in passato era stato fermato perchè ubriaco. L'incidente a Besana Nel fine settimana i carabinieri della stazione di Giussano sono intervenuti a Besana in Brianza dove due automobili erano rimaste coinvolte in un sinistro stradale. L'incidente è avvenuto attorno alle 23,45, in viale Kennedy, all'altezza dell'intersezione con via Matteotti. Per cause in corso di accertamento, un 44enne besanese, mentre era alla guida della propria Renault Clio, ha omesso di dare la precedenza a una Mitsubishi Space Star condotta da un operaio 57enne di Mariano Comense. I controlli e ritiro della patente Giunti sul posto, i militari dell’Arma, dopo aver messo in sicurezza l'area, hanno sottoposto entrambi al test etilometrico riscontrando solo il 44enne positivo con un tasso alcolemico pari a oltre il doppio del valore consentito ( 1,2 g/l) e pertanto lo hanno denunciato all'autorità giudiziaria per guida in stato di ebrezza procedendo anche al ritiro della patente di guida e al fermo amministrativo del veicolo. Il trasporto in codice verde all'ospedale Sul posto è subito giunto anche il personale del "118", che ha trasportato - in codice verde - il 57enne al pronto soccorso dell'ospedale di Desio per accertamenti, mentre l'indagato, recidivo per la guida in stato d’ebbrezza, è stato solo visitato sul posto poiché ha rifiutato il trasporto in ospedale. PRIMAMONZA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Influenza, è arrivata l'Australiana, Rezza: «Ecco i sintomi, come curarla e quando ci sarà il picco in Italia»

5 Dicembre 2022, 09:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Influenza, è arrivata l'Australiana, Rezza: «Ecco i sintomi, come curarla e quando ci sarà il picco in Italia»

INSERITO DA ANGELA CECERE Il direttore del dipartimento di prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, annuncia una stagione complicata dal punto di vista influenzale Dopo due anni di tregua, ecco tornare con prepotenza l'influenza. I lockdown e le mascherine anti Covid hanno giocato un ruolo fondamentale nell'archiviazione della banale influenza, ma adesso è tornata e dobbiamo reimparare a gestirla. E l'epidemiologo Giovanni Rezza avverte: «Sarà una stagione a intensità molto alta, con un picco che potrebbe arrivare in anticipo». I dati Il direttore del dipartimento di prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, in una lunga intervista a Il Corriere della Sera, preannuncia che per gli italiani sarà una stagione all'insegna dell'influenza, con il picco che potrebbe arrivare in anticipo rispetto al canonico periodo di gennaio-febbraio. Nel frattempo, però, i dati parlano chiaro. Nella settimana dal 21 al 28 novembre, l'incidenza delle sindromi influenzali, causati da una mescolanza di virus respiratori, ha compiuto un grande balzo. Siamo passati da 9,5 casi ogni mille abitanti ai 12,9. Dall'inizio della stagione sono più di 2,5 milioni gli italiani che hanno contratto il virus influenzale. Nonostante, quindi, l'inverno sia appena iniziato l'Italia si posiziona già nella fascia di media intensità. L'influenza nei bambini «Sotto i 5 anni c’è stata un’impennata a 40,8 casi per mille rispetto a 29,6 della settimana precedente», spiega Rezza. Perché i più piccoli, quelli nella fascia dagli 0 ai 2 anni, non hanno mai avuto la possibilità di contrarre virus del genere, passando gli ultimi due inverni a casa o, comunque, lontano dalle scuole. E proprio per questo sono molto esposti al contagio. Ma non si tratta solo di virus influenzali. Negli ultimi giorni, infatti, sono stati isolati molti virus che danno sintomi simili, anche se a prevalere è quello dell'influenza. I sintomi Per adulti e bambini la sintomatologia non cambia e dura, in media, 5 giorni. «Febbre molto alta che sale rapidamente, dolore alle ossa, mal di gola, raffreddore, inappetenza», questi i sintomi che molti italiani riscontrano e riscontreranno secondo il parere dell'esperto. «Anche le cure non cambiano. Prendere antipiretici per abbassare la temperatura, bere molto, riposo e nessun antibiotico, a meno che non siano indicati dal medico di fronte al sospetto di qualche complicazione batterica». La vaccinazione E per cercare di evitare di contrarre l'influenza, il vaccino può risultare utile. «La campagna di vaccinazione 2020-21 era andata bene - spiega Giovanni Rezza -. Poi tutta l’attenzione si è concentrata sul Coronavirus e la copertura negli anziani over 65 è calata dal 65% al 58%. Va raccomandata ad anziani, per i quali è preferibile la formulazione adiuvata, e fragili». Ma esiste una soluzione anche per i bambini. Nei Paesi anglosassoni, infatti, viene promosso il vaccino per la fascia dai sei mesi ai 2 anni di età proprio per cercare di diminuire la circolazione e proteggerli. E anche in Italia esiste un vaccino spray, indicato per i piccoli dai 2 ai 6 anni, che si sostituisce in tutto e per tutto alla puntura. Una soluzione efficace, anche se la priorità resta quella su anziani e fragili.

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SICILIA NEWS Dissidi di viabilità o pregressi rancori? Colpi di bastone in testa e su auto durante la lite fra due donne

5 Dicembre 2022, 09:18am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA Una quarantenne è finita al pronto soccorso con un brutto trauma cranico. L'altra è stata già identificata dalla polizia Pare che la “scintilla” iniziale della lite sia “divampata” per una questione di viabilità. Non è però escluso che fra le due quarantenni licatesi vi fossero già delle vecchie “ruggini” legate a dissidi personali. Una discussione, inizialmente verbale, che è poi degenerata perché una delle due ha afferrato un bastone e s’è scagliata contro l’altra, colpendola alla testa. La donna è rimasta ferita ed è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” dove i medici, dopo averla sottoposta a tutti gli accertamenti sanitari ritenuti necessari, le hanno diagnosticato un trauma cranico. Ma la quarantenne più agguerrita s’è anche scagliata, con calci e sempre con il bastone, anche contro la macchina dell’altra. Una utilitaria che è stata pesantemente danneggiata. Sul posto, nel centro di Licata, scoppiato l’allarme, si sono immediatamente precipitati i poliziotti del commissariato cittadino, che è coordinato dal vice questore Cesare Castelli. Gli agenti, per prima cosa, hanno facilitato i soccorsi della donna ferita e poi hanno proceduto a ricostruire cosa fosse effettivamente accaduto. Non ci sono conferme istituzionali al riguardo, ma non è escluso – anzi sembrerebbe essere scontato visto che rientra nell’ordinaria procedura investigativa – che i poliziotti abbiano sentito quanti erano presenti e hanno assistito alla lite ben presto degenerata in aggressione. La quarantenne che ha picchiato la coetanea è stata già naturalmente identificata e adesso rischia di finire nei guai. La ferita dovrà – se vorrà – formalizzare una querela di parte per lesioni personali (trattandosi di una prognosi inferiore a 30 giorni non c’è procedibilità d’ufficio). Per il danneggiamento aggravato, la polizia procederà invece in maniera autonoma. Il motivo della sfuriata, stando almeno a quanto è stato riferito ai poliziotti, dovrebbe essere legato a questioni di viabilità. Ma gli agenti non escludono affatto che fra le due vi fossero pregressi rancori dovuti magari a vecchie, mai risolte, questioni personali. Forse, addirittura, sentimentali. Naturalmente, quando la ferita si presenterà in commissariato per formalizzare la denuncia, potrà fornire la sua versione. AGRIGENTONEWS

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PUGLIA E CALABRIA NEWS CALABRIA Misteriosa sparatoria in strada: tre feriti Ad allertare le forze dell'ordine sono stati i residenti, allarmati per il rumore degli spari. L'ipotesi è quella di un regolamento di conti in seno ad ambienti criminali nella comunità rom

5 Dicembre 2022, 09:12am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA Sparatoria, dai contorni ancora tutti da chiarire, per strada a Catanzaro dove tre persone sono rimaste ferite. Tutto è accaduto ieri sera in viale Isonzo, nella zona sud della città, non lontano dal luogo dove un incendio ha distrutto una famiglia uccidendo tre fratelli e ferendo gli altri quattro componenti della famiglia. L'allarme è scattato nel tardo pomeriggio di sabato 22 ottobre, quando al 113 sono arrivate diverse telefonate che segnalavano una sparatoria in corso. Giunti sul posto, gli agenti della polizia non hanno trovato persone armate, ma alcuni testimoni hanno riferito di avere sentito distintamente il rumore di alcuni spari. Solo dopo gli inquirenti hanno accertato che la sparatoria era effettivamente avvenuta. Non lontano da distributore di benzina si erano affrontati due gruppi rivali, con oltre dieci colpi esplosi e tre persone ferite tutte della comunità rom. Secondo quanto si è appreso, i feriti farebbero parte dello stesso gruppo che, forse per un regolamento di conti in seno ad ambienti criminali nella comunità rom della zona, si sarebbe scontrato con un altro gruppo di persone. Due dei tre feriti non sarebbero in gravi condizioni. Più serie, invece, quelle del terzo, che è stato raggiunto da colpi d'arma da fuoco all'addome.

Nadia Palazzolo  TODY.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bimba di 11 mesi cade in casa e batte la testa: trasportata in ospedale con l'elisoccorso

5 Dicembre 2022, 09:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bimba di 11 mesi cade in casa e batte la testa: trasportata in ospedale con l'elisoccorso

INSERITO DA ANGELA CECERE La piccola stava giocando in casa con la sorella quando è caduta in casa sbattendo la testa sul pavimento Stava giocando in casa, ma è caduta a terra, ha battuto la testa, perdendo i sensi ed i genitori hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Una neonata di appena 11 mesi, di Atessa, in provincia di Chieti, è stata trasportata in elisoccorso all'ospedale di Pescara, a causa di un trauma che le avrebbe provocato la perdita di coscienza. Dal racconto dei genitori, sembra che la bimba stesse giocando con la sorella più grande, quando è caduta a terra, probabilmente sbattendo la testa, secondo Chieti Today. Grave ma non in pericolo I genitori dopo aver capito che la bimba era in pericolo hanno chiamato il 118 e dopo pochi minuti sono arrivati i soccorsi, insieme ai carabinieri che hanno ricostruito quanto accaduto, che la neonata sarebbe caduta battendo la testa sul pavimento. Per la famiglia un enorme spavento, ma secondo fonti sanitarie la situazione della bambina non desta preoccupazione, anche se resterà in osservazione per qualche giorno.

LEGGO

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PUGLIA E CALABRIA NEWS PUGLIA Dalla Puglia la protesta dei medici di famiglia: "Problematiche senza risposta e nessun sostegno, pronti a spegnere le luci negli studi

5 Dicembre 2022, 09:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'appello lanciato dall'Assemblea regionale Fimmg per richiamare l'attenzione sull'"inerzia" della politica di fronte criticità da tempo denunciate: "Dimenticati, ma senza di noi muore il servizio sanitario nazionale"Imedici di famiglia pugliesi pronti a spegnere le luci negli studi in segno di protesta. Un'iniziativa simbolica, preannunciata nell'ambito dell'assemblea regionale Fimmg che si è tenuta oggi a Bari, accompagnata da un appello: "Non spegniamo la medicina generale". Nel corso dell'incontro odierno, i camici bianchi si sono confrontati sulle motivazioni che li hanno indotti a proclamare lo stato di agitazione della categoria. "Abbiamo assistito con rammarico all’inerzia della Regione Puglia a fronte delle problematiche già da tempo evidenziate dalla medicina generale e non possiamo accettare il suo il de-finanziamento", ha dichiarato Donato Monopoli, Segretario Fimmg Puglia, aprendo l'incontro. "La forte spinta legata ai modelli assistenziali innovativi come i CPT, introdotti con l’Accordo Integrativo Regionale del 2007 è stata nel tempo vanificata. - ha detto ancora Monopoli - Oggi, con colpevole ritardo, si ricercano soluzioni che appaiono estemporanee ed inefficaci, come quella di assegnare ai medici 1800 assistiti, dequalificando l’assistenza e decuplicando i carichi di lavoro. Occorre potenziare le scelte del 2007, aggiornandole alle esigenze attuali e completando quel percorso virtuoso che in questi anni, nonostante le contraddizioni delle politiche regionali, ha assicurato ai cittadini pugliesi elevati livelli di assistenza sul territorio". "Pensavamo che, passata l’emergenza, le scelte della politica rispetto ai bisogni di salute e ai medici sarebbero state diverse. Invece, la medicina generale in questa regione è di nuovo sola e dimenticata. Diciamolo chiaramente perché forse non è ancora chiaro: esiste una emergenza che si chiama medicina generale. - ha evidenziato Nicola Calabrese, Segretario Fimmg Bari - A rischio c’è la tenuta del sistema sanitario pubblico e il diritto alla salute dei cittadini. I medici di medicina generale della Puglia sono pronti a spegnere le luci negli studi. Vogliamo così denunciare il mancato sostegno alla medicina generale nella gestione dei costi energetici, uno dei fattori che oggi riducono l’attrattività verso la professione, ma anche far comprendere ai nostri pazienti, ai cittadini che la “luce” dei nostri studi, che sono la prossimità e la capillarità del Sistema Sanitario pubblico, rischia di spegnersi davvero per non riaccendersi più". La crisi della medicina generale non è limitata alla Puglia, ma avvertita anche a livello nazionale, come ha sottolineato Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, intervenendo in videoconferenza: "Ci confrontiamo con una grande pregiudiziale incompetenza del sistema istituzionale tecnico, che non conosce o sembra non capire le dinamiche della medicina generale. Eppure la medicina generale in Italia mostra da anni diversi modelli di eccellenza. Oggi partiamo dalla Puglia per avviare una mobilitazione nazionale, perché non accettiamo più di essere trattati come l’ultima ruota del carro del servizio sanitario pubblico, dopo essere stati trattati come gli eroi della fase pandemica. Noi non ci vogliamo rassegnare alla fine del ssn. E senza la medicina generale non c’è servizio sanitario nazionale". Questa crisi si inserisce in un più ampio disagio della professione medica, afflitta da una drammatica carenza di personale e da tagli agli investimenti nelle risorse umane, come ha sottolineato il Presidente Fnomceo, Filippo Anelli: "In questi anni il fondo sanitario nazionale è cresciuto di 14 miliardi. Altri 15 sono stati previsti dal PNRR, ma neanche un euro è stato destinato ai professionisti, ai medici, che sono la spina dorsale del servizio sanitario. Non servono solo risonanze magnetiche e tac, serve anche chi le fa funzionare e chi sa leggerne gli esiti". L’Assemblea Fimmg ha approvato un Manifesto sulla medicina generale che verrà presto diffuso alla cittadinanza. BARITODAY

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SARDEGNA E CORSICA NEWS CORSICA RCFM: 40 anni al servizio dell’informazione in Corsica

5 Dicembre 2022, 09:02am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA 40 anni è l’anno della maturità, quello in cui l’esperienza raggiunge una certa padronanza, un climax, dove gli amori sono a volte più responsabili, dove la vita è sulla buona strada per scivolare senza fretta verso la saggezza della vecchiaia. RCFM (Radio Corsica Frequenza Mora) ha celebrato il suo 40 ° anniversario questo fine settimana. La radio di servizio pubblico se si è modernizzata, come molte altre radio, in termini di tecnologia, passando dall’analogico al digitale, non è invecchiata un po ‘. Certamente i pionieri non ci sono più. Alcuni sono purtroppo scomparsi, ma la maggior parte sono andati in pensione. Sono stati i costruttori di un’avventura culturale e giornalistica che rende oggi RCFM uno strumento di informazione, di creazione, di promozione culturale di cui la Corsica non può fare a meno. 

Questo mercoledi primo dicembre 1982 negli ex studi della televisione regionale di Ajaccio è trasmesso il primo giornale Radio sotto la padronanza di Radio France. Il team era composto dal direttore Jean Louis Eyssartel, dal caporedattore Dominique Antoni, da Noël Fantoni, Patrice Dionisi, Dominique Ferrandini, Michel de Gentile, Pierre-Louis Alessandri, giornalisti dall’animatore Constant Sbraggia, da Michele Don Ignazi e dal tecnico Jacques Ricaud. Sono stati i primi ad aprire la voce di quello che diventerà due anni dopo, RCFM. FR3 la televisione pubblica che forniva il servizio radiofonico, un’ora tre volte al giorno bloccata su France Inter, ha lasciato il posto alla grande casa Radio France. Da allora in poi, la televisione divenne un vero e proprio ufficio di informazione regionale in Corsica, rompendo così la sua dipendenza con la direzione regionale di Marsiglia. Questo cambiamento è la volontà del governo socialista salito al potere nel maggio 1981. Non solo la Corsica beneficia del suo servizio pubblico audiovisivo, ma la legge sul decentramento del 1982 la rende una regione con uno statuto speciale.

La radio e la televisione sono progettate per promuovere la lingua e la cultura corsa. Più che una novità, è una rivoluzione dato lo stato d’animo che prevaleva nei circoli politici conservatori che avevano gestito la Francia per quasi 30 anni. Per un buon equilibrio territoriale, il nuovo potere installò la sede della Radio a Bastia e quella della Televisione ad Ajaccio. Fu solo nel 1983/84 che Radio Corse fu trasformata in RCFM, divenne una stazione radio a tutti gli effetti con programmi che andavano dalle 6 del mattino a mezzanotte.
Lo stabilimento si espande nello staff e cresce fino a più di 45 persone, giornalisti, animatori, tecnici, incaricati dell’accoglienza e amministrativi. Prende residenza in via Favalelli a Bastia vicino al teatro. Nel corso degli anni RCFM diventa una formidabile azienda al servizio della Corsica, da una completa e pluralistica informazione, programmi che fanno gran parte dei creatori dell’isola, i suoi cantautori,e umoristi. Nascono grandi trasmissione che fanno viaggiare le squadre nei villaggi, nei quartieri, nei licei e nelle scuole . Vengono istituiti giornali di notizie in lingua corsa e creano così un nuovo linguaggio giornalistico che la giovanissima università di Corte commincia a studiare. A poco a poco RCFM prese il controllo dello spazio dell’isola e i corsi dalla loro parte si appropriarono la radio. Nel 1990 grazie al talento creativo del giornalisto Petru Mari RCFM si apre sul Mediterraneo con due programmi “Mediterradio” e “Kantara”, e diventa così il Capo avanzato di Radio France nella regione. Il primo programma solleva il tema dell’insularità con una coproduzione RCFM e una radio privata di Sardegna, Radiopress, da quest’ultima è la RAI Sardegna, seguita dalla RAI Sicilia che verrà ad associarsi. Oggi la trasmissione è stata arricchita dalla Radio Pubblica Maltese. La particolarità e l’interesse di questo programma è la condivisione tra la lingua corsa e quella italiana. “Kantara” apre una finestra tra il Maghreb e la Corsica in coproduzione al principio con la radio pubblica marocchina, poi quella della Tunisia, seguita dall’Algeria, dalla radio pubblica spagnola in francese (radio esterior de espania), dalla radio egiziana e oggi dalla Radio libanese. Delle 44 stazioni radio locali di Radio France, RCFM occupa un posto che va oltre la sua dimensione regionale.

La tragedia di Furiani

Negli anni 1980 e 1990, la Corsica ha vissuto eventi violenti sia per la molteplicità di omicidi che per la frequenza degli attacchi FLNC. RCFM, che occupa un posto di rilievo a livello dell’ informazione, è stata investita una mattina del settembre 1985 da un commando del FLNC che ha neutralizzato giornalisti, tecnici, e presentatori e ha trasmesso, sotto minaccia, un messaggio. Tutte le televisioni francesi trasmettono le immagini dei giornalisti che ospitano il giornale radiofonico con le mani ammanettate, una volta che i clandestini se ne sono andati. Un violento attacco alla libertà di informazione che sarà denunciato da sindacati e partiti politici
Una vita, qualunque essa sia, è spesso punteggiata da tragedie. Quello del disastro del 5 maggio 1992 a Furiani in occasione di una partita di Coppa di Francia tra Bastia e Marsiglia colpisce duramente RCFM. Un presentatore e un tecnico hanno perso la vita così come un tecnico di France Inter, diversi giornalisti sono rimasti gravemente feriti. Furiani segnerà per sempre la radio con una ferita indelebile.
Sono passati 40 anni, RCFM ha lasciato via Favalelli per stabilirsi in locali nuovi nel cuore del quartiere storico della cittadella di Bastia. Come torta di compleanno è stato offerto un grande concerto gratuito agli ascoltatori al teatro di Bastia. RCFM ha mantenuto tutta la sua giovinezza, il suo dinamismo nonostante una diminuzione dei suoi programmi specifici e l’arrivo di una novità, il notiziario radiofonico filmato e trasmesso su France3 Corsica al mattino. Un’iniziativa discutibile che toglie il fascino e il sogno dei media radiofonici, e che sacrifica all’immagine il mistero e la bellezza delle voci dai volti sconosciuti e quindi ai mille volti immaginati….


Petru Luigi Alessandri CORSICAOGGI.COM

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Perde il controllo dell'auto e si schianta contro un albero: Chiara morta a 23 anni Il conducente, salvo insieme a un'altra passeggera, avrebbe fatto tutto da solo

5 Dicembre 2022, 09:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  Perde il controllo dell'auto e si schianta contro un albero: Chiara morta a 23 anni Il conducente, salvo insieme a un'altra passeggera, avrebbe fatto tutto da solo

INSERITO DA ANGELA CECERE Un'altra giovane vita spezzata dalla strada. Chiara Speranza, 23 anni di Roma, è morta dopo un incidente d'auto a Milano. Era passeggera in una car sharing. Portata d'urgenza al pronto soccorso del policlinico, non ce l'ha fatta. Troppo grave le lesioni riportate. Gli altri due giovani che erano con lei, il conducente e la passeggera che sedeva davanti, se la sono cavata senza particolari problemi. L'incidente a Milano L'incidente è avvenuto all'alba di sabato 3 dicembre. I tre stavano tornando a casa dopo una serata trascorsa insieme. Il conducente della 500 a noleggio, avrebbe urtato il marciapiede che delimita lo spartitraffico centrale alberato di viale Lunigiana, vicino alla stazione centrale. La macchina, secondo la ricostruzione, avrebbe dunque perso aderenza con l'asfalto e sarebbe finita violentemente contro un albero, per ribaltarsi prima di terminare la sua corsa incontrollata. Nessun altro veicolo sarebbe stato coinvolto. Il conducente, un 25enne, avrebbe fatto tutto da solo. Le condizioni di Chiara, che sedeva sul sedile posteriore, sono parse subito disperate ai soccorritori. La ragazza è morta in ospedale poco più tardi.

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