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MONZA E PROVINCIA NEWS MONZA Tra le lacrime hanno raccontato la violenza

1 Agosto 2022, 06:29am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Tra le lacrime hanno raccontato la violenza

INSERITO DA MORENA MOTTA L’indagato, oggi 27enne, avrebbe portato le ragazzine nella mansarda della nonna a San Fruttuoso per approfittarsi di loro. Davanti al gip le due giovani, ai tempi minorenni, hanno ripercorso l’aggressione sessuale subita. Protette dal paravento, per evitare lo sguardo di quel ragazzo che anni fa, secondo le accuse della Procura, avrebbe abusato di loro in una mansarda tra San Fruttuoso e la Taccona, quando erano minorenni. Tra le lacrime hanno raccontato la violenza Si è tenuto giovedì scorso davanti al gip Gianluca Tenchio l’incidente probatorio che ha messo davanti l’indagato, oggi 27enne, e le due giovani che lo hanno denunciato per due episodi risalenti al 2015 e al 2016, quando avevano 16 anni. Le due ragazze hanno dovuto ripercorrere i fatti. La prima, quella del caso del 2015, sarebbe stata precisa nel riportare i fatti contenuti nella querela. Il suo caso era stato archiviato, per essere successivamente riaperto dopo che la seconda ragazza ha presentato denuncia nel 2021, a sei anni di distanza, convinta da alcune amiche con la quale si era confidata. Quest’ultima, secondo quanto appreso, avrebbe avuto molta più difficoltà a rispondere alle domande, in preda a una forte agitazione che l’ha portata a dare risposte più vaghe. La giovane sarebbe stabilmente in cura da uno psicologo. L’indagato, che oggi vive fuori Monza, era stato raggiunto dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento alle parti offese, e di dimora nel comune di residenza. Secondo quanto appreso dagli inquirenti, però, avrebbe cercato di contattare indirettamente le parti offese, e per questo il gip ha aggravato la misura con la custodia in carcere almeno fino al giorno dell’incidente probatorio. L'esito dell'udienza All’esito dell’udienza di settimana scorsa, il pm Sara Mantovani ha reiterato la richiesta di custodia in carcere, ma il giudice ha ripristinato la misura più lieve iniziale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagato, che ha un precedente per maltrattamenti in famiglia, avrebbe attirato le due ragazze nella mansarda di casa della nonna, con la scusa di volersi confrontare con loro sulla crisi che stava attraversando con la sua fidanzata dell’epoca («Incontriamoci per parlare»). Una volta appartati, però, aveva provato un approccio sessuale che, secondo le accuse, si era poi spinto oltre i limiti. Nel primo caso (quello archiviato e riaperto), la ragazzina era riuscita a scrollarselo di dosso e a raggiungere la porta di ingresso in lacrime, chiedendo di uscire. Richiesta alla quale l’indagato aveva acconsentito, anche se si sarebbe raccomandato di «non riferire a nessuno quanto accaduto quel giorno». Nel secondo caso, invece – quello del 2016 - l’abuso sarebbe andato fino in fondo, come raccontato alle amiche («Ci ha detto di avergli detto di lasciarla stare e che non voleva, ma lui è andato avanti. Dopo l’ha riaccompagnata alla stazione, e da quel giorno ha detto di non averlo più visto o sentito»). Dopo quel fatto, secondo quanto riferito dalle amiche della ragazza allora sedicenne, quest’ultima non è stata più la stessa. Crisi di panico, lacrime improvvise, come quelle che l’hanno colta durante la presentazione della denuncia («Ci ha raccontato che spesso scoppiava in un pianto a dirotto sentendosi immediatamente a disagio (…) soffre molto emotivamente la vicenda»). PRIMA MONZA

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VELASCA VIMERCATE NEWS RONCELLO Avevano scaricato rifiuti al Crocione: dopo le analisi, la Locale li ha inchiodati

1 Agosto 2022, 06:24am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Avevano scaricato rifiuti al Crocione: dopo le analisi, la Locale li ha inchiodati

INSERITO DA MORENA MOTTA Individuati i responsabili dello sversamento abusivo di materiale edile: convocati e sanzionati a dovere. Approfittando del buio e della zona isolata avevano scaricato rifiuti di ogni genere lungo la strada che porta alla Madonna del Crocione. Forse pensavano che nessuno si sarebbe preso la briga di cercarli e invece, grazie alla solerzia della Polizia locale di Roncello, i responsabili sono stati beccati. E ovviamente sanzionati a dovere. Avevano scaricato rifiuti al Crocione: dopo le analisi, la Locale li ha inchiodati Una brutta storia che però ha avuto il lieto fine. Non certo per un’azienda edile con sede a Rho, ritenuta responsabile dello sversamento di rifiuti e materiali inerti che la scorsa settimana erano stati individuati in alcuni campi in direzione di Basiano. Una segnalazione alla quale avevano subito risposto con grande tempismo gli uomini della Polizia locale guidati dal comandante Francesco Di Tullio che, insieme all’assessore Marco Brambilla, hanno voluto andare fino in fondo a una vicenda... sporca. Senza indugi hanno messo (letteralmente) le mani nella spazzatura alla ricerca di indizi che potessero permettere di risalire agli autori del vergognoso deturpamento. E ci sono riusciti. Già, perché dopo alcuni controlli incrociati hanno inchiodato i responsabili. «Tramite alcuni documenti presenti nei sacchi abbiamo identificato un’azienda di Rho che aveva effettuato lavori di ristrutturazione in alcuni locali di Milano - spiega l’assessore alla partita - Il titolare è stato convocato in comando per gli accertamenti: abbiamo appurato che materialmente non è stato lui l’autore, bensì un soggetto terzo che ha operato per conto della sua azienda. Nonostante tutto però si è comunque fatto carico delle responsabilità per la mancata custodia del materiale di scarto scaricato abusivamente e si è mostrato molto collaborativo con le Forze dell’ordine». Una disponibilità che però non gli ha evitato reprimende e sanzioni, che in prima battuta potrà arrivare fino a un massimo di 300 euro. Oltre alla multa, però, potrebbero arrivare anche altri guai. «Sicuramente gli verranno addebitate anche le spese che il Comune ha già sostenuto per lo smaltimento dei rifiuti: una cifra che stiamo ancora verificando insieme all’Ufficio tecnico che si è occupato della pratica - prosegue Brambilla - La Polizia locale sta inoltre ultimando le indagini al fine di accertare anche gli estremi che potrebbero portare alla contestazione del reato penale legato allo sversamento». L’assessore ha infine voluto ringraziare gli agenti per l’operazione portata a termine. «Il comandante e i suoi uomini hanno mostrato grande attenzione a quanto accaduto sin dal primo momento, a testimonianza non solo di uno spiccato senso del dovere, ma anche di una notevole sensibilità - chiosa Brambilla - Ovviamente non siamo stati contenti di multare queste persone, ma è giusto che chi sbaglia si faccia carico delle proprie responsabilità. L’augurio è che l’esito di questa vicenda possa essere un monito anche per chi pensa di poter scaricare rifiuti o deturpare il territorio senza incappare nelle dovute conseguenze». FONTE PRIMA MONZA

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