Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 07-04-2015 A CURA DI ELSA COPPA

7 Aprile 2015, 09:05am

Pubblicato da www.mikivettica.net

 A CURA DI ELSA COPPA 

Martedì in Albis
 
 
αποφθεγμα Apoftegma
 
Ogni cristiano rivive l’esperienza di Maria di Magdala. 
E’ un incontro che cambia la vita: 
l’incontro con un Uomo unico, 
che ci fa sperimentare tutta la bontà e la verità di Dio, 
che ci libera dal male non in modo superficiale, momentaneo, 
ma ce ne libera radicalmente, 
ci guarisce del tutto e ci restituisce la nostra dignità. 
Ecco perché la Maddalena chiama Gesù "mia speranza": 
perché è stato Lui a farla rinascere, 
a donarle un futuro nuovo, 
un’esistenza buona, 
libera dal male. 
"Cristo mia speranza" significa che ogni mio desiderio di bene 
trova in Lui una possibilità reale: 
con Lui posso sperare che la mia vita sia buona e sia piena, eterna, 
perché è Dio stesso che si è fatto vicino 
fino ad entrare nella nostra umanità.
 
Benedetto XVI

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Parola del Signore

Anche noi, con la Maddalena, cerchiamo oggi qualcosa o qualcuno. Ma chi cerchiamo davvero? Tutti abbiamo il desiderio di qualcuno nel quale trascenderci e amare. E' un "santo desiderio", il sigillo del Creatore nel cuore e nella mente della creatura. Ma occorre un cammino di purificazione. Non si tratta di cercare il Signore in un posto qualsiasi, un "altrove" della nostra vita, diverso da quello che essa è oggi. Come Maria dinanzi alla tomba vuota, siamo smarriti. Vorremmo poter piangere la disfatta, il fallimento della nostra vita, e un posto dove accarezzare il nostro dolore, legittimando lo sconforto, sdoganando la tristezza. Vorremmo riportare il Signore laddove lo abbiamo visto deporre, come per decretare a noi stessi e al mondo l'esito fallimentare di un amore, di un lavoro, di un'amicizia, della missione. Quella tomba sigillata è l'unica certezza, l'abbiamo vista, ci è quasi familiare, il luogo dove piangerci addosso, e stabilirci, prendere dimora nell'unica identità che ci sembra conveniente e adeguata per noi: quella di una persona contro la quale il destino ha puntato il dito sino a schiacciarla nell'ineluttabile fallimento. Quella tomba, come una sirena, ci chiama per sedurci e gettarci nelle braccia della depressione, spirituale prima e patologica poi. Quella tomba, guardata con gli occhi della carne, è l'altare subdolo eretto al nostro io, all'uomo vecchio che si corrompe dietro alle passioni ingannatrici, che non sono solo sesso, droga e rock and roll, ma anche, più sottili e perniciose, quelle che ci spingono a piantarci al centro dell'universo come fossimo gli unici sofferenti, incompresi, rifiutati, traditi, anche in ciò che pensavamo santo, retto, puro. Anche questo è cercare il Signore per se stessi, facendo di Lui un pupazzetto di peluche a cui consegnare i nostri cuori spezzati. 

E qui Gesù ci attende attraverso i suoi angeli vestiti di risurrezione, immagine degli apostoli che giungono sino agli estremi confini della terra, alle periferie che sono la vita di ogni uomo. Nel luogo esatto dove era stato deposto il Signore, quasi a descrivere il perimetro della sua esistenza terrena ormai trasformata, seduti laddove erano la testa e i piedi di quel corpo non più preda della morte, vibrano la domanda capace di svegliarci dalla rassegnazione che ci ha rapito il desiderio di vivere e continuare a sperare rischiando noi stessi; proprio sulla soglia dell'abisso che ci sta per risucchiare nella disperazione, nelle ore grigie dove trasciniamo stancamente l'esistenza ripetendo gesti e parole svuotati d'ogni nerbo, accanto alla tomba che è divenuta la nostra vita, gli angeli ci scuotono per ridestarci alla vita vera: "donna, perché piangi?". Prendi in mano la tua vita di oggi, così com'è, e guardala bene e cerca la sorgente delle tue lacrime! Donna, che è come dire anima, perché piangi? Come Maria, come i discepoli, anche noi abbiamo camminato nella ricerca di un perché al nostro dolore. Ma la carne conosce solo i limiti della morte, ha paura del futuro perché il presente è avvelenato. La resurrezione è impensabile perché non è nel Dna della carne, che non può fornire alcun parametro per riconoscerla ed accoglierla. L'esperienza che portiamo dentro è quella del limite invalicabile che segna la morte; per questo la tomba diviene il luogo familiare dove poter piangere, l'unico luogo possibile per l'amore umano di Maria e per il nostro. 

Ella amava il Signore, eccome, ma il suo amore era destinato a divenire lacrime, dolore struggente di un cuore che non può andare oltre quella pietra. Il destino di ogni amore e di ogni sentimento carnale, dal più perverso al più sublime, è sempre e solo l'infrangersi contro il limite imposto dalla morte. E allora non si può far altro che piangere, raggomitolarsi nei ricordi, nelle speranze scivolate via, nei rimpianti. La domanda degli angeli risveglia il quesito più profondo, il bisogno di sapere perché oggi siamo quel che siamo, soffrendo quel che soffriamo. Come uno scrutinio, fondamentale in ogni percorso di iniziazione alla fede, risuscita in noi innanzi tutto la verità, la forza e la prepotenza del bisogno di senso e pienezza per la nostra vita. E così, come Maria, ridestati dal sonno spirituale che ci chiude gli occhi su ogni possibile prospettiva celeste, siamo ormai quasi pronti ad accogliere la novità capace di cambiare la nostra vita. Prendiamo consapevolezza di quello che ci è accaduto, ci rendiamo conto che il nostro Signore, il senso primo e ultimo della nostra vita, Colui nel quale avevamo riposto la speranza, non c'è più. Che la ragione delle nostre lacrime non è l'ingiustizia, presunta o autentica, che ci ha colpiti. Il motivo del nostro pianto è che neanche davanti alla tomba dove pensavamo di spegnere desideri e progetti nell'accidia e nel cinismo con cui attraversare il frammento di vita che ci rimane, riusciamo a riposare; soffriamo ancora e sempre di più perché neanche l'evidenza della morte e la sua presunta accettazione bastano a imbalsamare il nostro cuore

Desideriamo di più, nel cuore grida inesausto il bisogno di un al di là della fine. Piangiamo perché abbiamo fatto la stessa esperienza di Maria, come quella di Abramo sul Moria: un midrash racconta cosi l'istante in cui Abramo stava per sacrificare suo figlio: "sgorgavano lacrime dagli occhi di Abramo e le lacrime cadevano su Isacco legato". E' il dolore più grande, la speranza strappata dal cuore, il dolore per un figlio come per quel Maestro che l'aveva perdonata, il miracolo stesso di Dio nella nostra vita da dover abbandonare, sacrificare, perdere: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». Ci hanno portato via la speranza e non sappiamo dove sia, perché qui, nella tomba dove l'avevamo vista discendere, non c'è più. Gesù è risorto, è vivo, e non lo sappiamo, ma è accanto a noi proprio per risvegliare il desiderio invincibile seminato in noi. La Chiesa con i suoi angeli ci attendono e ci raggiungono ogni giorno dove precipitiamo privi di speranza per prepararci all'incontro con Gesù risorto. In essa, come Maria, cominciamo a capire, lentamente, il nostro dolore. Ed è qui che Gesù aggiunge alla prima domanda degli angeli il "Chi cerchi?". Piangiamo perché cerchiamo qualcuno, e non per la disfatta che sembra la nostra vita! Le lacrime sono per Lui, ed è il primo passo per uscire da noi stessi, dall'egocentrismo che ci schiaccia. Sono lacrime d'amore, nonostante tutto ci dica il contrario; nonostante i peccati svelati e la carne che vorrebbe afferrare tutto. No, le lacrime con le quali ci accostiamo alla tomba, anche se rivestite di pura carne, celano un amore invincibile, quello deposto dal Padre nel nostro cuore, l'amore che ci ha intessuto nel seno di nostra madre, la calamita che cerca il polo opposto a cui attaccarsi, il destino della vita, Cristo, l'unico per il quale siamo nati, abbiamo vissuto e, ora, stiamo piangendo. Ecco, così comincia il cammino! Abbiamo ancora nel cuore il "mio Signore"! E' per Lui che piangiamo! Desideriamo ancora Lui! Piangiamo perché Cristo è risorto! Ecco il paradosso della nostra vita! Piangiamo di dolore senza sapere che quelle lacrime sono i distillati della gioia più pura, sono l'amore che attende di incontrare il suo Amore, celeste, più forte della carne e del peccato. 

Gesù risorto, infatti, non è lo stesso di prima, per questo, la sola carne non può riconoscerlo. E' necessario un parametro nuovo che non ci appartiene; occorre un segno che possiamo riconoscere e che ci sospinga al di là dei nostri limiti; un anello che congiunga la nostra realtà alla sua realtà; una chiave che apra in noi la porta per entrare, esattamente come siamo, poveri, deboli, precari e limitati, laddove ora Egli è, il Regno celeste. Occorre un indizio che parli al cuore e dischiuda gli occhi perché riconoscano lo stesso Gesù visto e ascoltato in quella presenza nuova e sorprendente, al punto d'essere scambiata per il "custode del giardino". Occorre che Lui ci chiami a sé, in quel nuovo sé che è diventato. Un cammino attraverso la carne per superare la carne, senza dimenticare la carne. L'esperienza di Maria e dei discepoli sarà quella di essere attirati da Cristo risuscitato nel suo Mistero Pasquale, nella dinamica che lo ha fatto passare dal Venerdì, attraverso il Sabato, all'aurora della Domenica. E' il momento decisivo. Maria ha compreso la ragione delle sue lacrime, ma cerca la soluzione e la consolazione nell'unica forma che conosce: prendere Gesù morto e riportarlo nella tomba, dove poterlo piangere. Ma la voce di Gesù con dentro il suo nome - "Maria!" - era unica, perché nessun giardiniere avrebbe potuto chiamarla così. E' Lui, è il Maestro del mio cuore! E' Lui, mi ha spiegato l'amore, e ora mi insegna che è eterno! Ecco il parametro che ci fa accogliere l'impossibile: E' risorto! Solo Lui mi può chiamare così, solo Lui mi conosce così: Maria! Quel nome in quella voce era tutta la sua storia, il suo intimo, ogni centimetro, ogni secondo. 

Il perdono si faceva di nuovo cosa viva: in quel nome il Signore le consegnava la certezza che nessuno le aveva portato via quell'amore; non era più la tomba il luogo dove andarlo a cercare per riviverlo nel ricordo e nel dolore. Maria può riconoscere il Maestro trasformato, risorto, e così vedersi trasformata anche lei, colma di un amore che non aveva mai gustato, più grande di quello già sperimentato. In quel suo nome che scendeva dal Cielo Maria poteva contemplare la sua vita ormai ascesa con Cristo alla destra del Padre. Era risorta anche lei con Lui! Tutta la sua vita era stata trasfigurata da quell'amore che non solo l'aveva perdonata laddove tutti l'avevano disprezzata; quell'amore l'aveva esaltata nel compimento di una vita che sembrava destinata alla morte. "Maria!" ed era una sola cosa in Lui, era viva laddove viveva Lui, poteva amare come Lui. E' questa la risurrezione per Maria di Magdala, la stessa offerta anche a noi oggi. Lui infatti appare anche a noi allo stesso modo, chiamandoci per nome attraverso la sua Chiesa. Anche oggi il Signore ci ricorda la sua opera d'amore con noi, e ci dona la certezza che essa non è destinata ad esaurirsi, ma si compie ogni giorno, come un inizio che non teme quello che sarà perché non ha paura di quello che già è. La certezza che cerchiamo in un luogo e in una persona non sono in un sepolcro. Non si esaurisce l'amore perché evapora una passione o un'affezione; ogni aspetto della nostra vita, ogni esperienza, ogni dolore, tutto in noi ci conduce nel "passaggio" che trasfigura la carne, che purifica la visione dei fatti e delle persone nella nuova luce della Pasqua: Non è qui, è risorto! 

Ma la carne, come in Maria, la fa ancora da padrona: riconosciutolo, lo vorremmo "trattenere". Vivo sì, ma per noi, per la nostra vita, per i nostri affetti. Per questo la Pasqua è sempre un invio, un vivere seguendo il Cielo dove esso appare, giorno per giorno, senza installarci. La Pasqua è l'esodo che afferra la nostra vita, strappandola alla debolezza della carne che vorrebbe saziarsi dei segni e non di Cristo. Non è Pasqua se non ci scaraventa dai "fratelli", e poi in Galilea, correndo verso il Cielo; così dalla Pasqua sorge la missione di Maria e nostra, "annunciare" che Gesù è salito al "Padre suo e Padre nostro", cioè che non siamo più soli e che ci attende una dimora eterna in Dio.

Un verso di una poesia di Antonio Machado, poeta straordinario, dice:

«Si un grano del pensar arder pudiera,
no en el amante, en el amor,
sería la mas honda verdad la que se viera».

Che, tradotto alla lettera, significa:

"se un seme del pensare potesse ardere,
non nell’amante, ma nell’amore,
si potrebbe vedere la verità più profonda".

E' l'esperienza a cui siamo chiamati, la stessa di Maria: un seme, un piccolissimo seme dei nostri pensieri, circa la storia, noi stessi, il matrimonio, il lavoro, un seme di quello che ora stiamo pensando ardere in Lui, nel suo Amore, e non nella nostra povera carne, amante sì ma inesorabilmente limitata; se un seme del nostro intimo, sofferente o felice che sia, potesse ardere in Colui che pronuncia il nostro nome, in Cristo che ci ama, potremmo vedere la verità più profonda, il fondamento eterno della nostra vita, la risurrezione che assorbe ogni istante della nostra storia, facendone un frammento di eternità. La verità più profonda è l'amore infinito che vince la morte e ci fa vivere donando noi stessi, senza riserve, a tutti.

Leggi i commenti

SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 07-04-2015 A CURA DI ELSA COPPA VIDEO

7 Aprile 2015, 09:01am

Pubblicato da www.mikivettica.net

 INSERITO DA ELSA COPPA

cartina cartina
cartina approfondimento
cartina approfondimento
   

Valle d'AostaLombardiaPiemonteTrentino Alto AdigeVenetoFriuli Venezia GiuliaLiguriaEmilia-RomagnaToscanaMarcheUmbriaLazioAbruzzoMoliseCampaniaBasilicataPugliaCalabriaSiciliaSardegnaValle d'AostaLombardiaPiemonteTrentino Alto AdigeVenetoFriuli Venezia GiuliaLiguriaEmilia-RomagnaToscanaMarcheUmbriaLazioAbruzzoMoliseCampaniaBasilicataPugliaCalabriaSiciliaSardegna

APPROFONDIMENTO

Venti freddi da Nord portano nubi, piogge e neve a bassa quota sulle regioni adriatiche dalle Marche centro-meridionali alla Puglia e su buona parte del Sud e fino alla Sicilia settentrionale. Possibili temporali e grandinate su queste zone. Tanto sole sul resto delle regioni grazie all'aumento della pressione. Temperature in leggero aumento al Nord e su regioni tirreniche, fredde dove piovoso.

NORD

Generali condizioni di bel tempo, ampiamente soleggiato su tutte le regioni. Poche nubi sparse. Addensamenti con locali precipitazioni fino in valle sui confini alto Atesini. Temperature massime fino a 14°, minime molto basse.

CENTRO

Un impulso di aria più fredda raggiunge le regioni del medio Adriatico, tra Centro-Sud Marche, Abruzzo, Molise, localmente sulle aree appenniniche orientali laziali con piogge sparse e locali nevicate fino a 400/500 m. Occasionali addensamenti e qualche piovasco su Nordest Sardegna, bel tempo altrove con sole dominante. Temperature fredde, specie sui versanti orientali. Venti forti da Nord.

SUD

Piogge e temporali sulla Puglia, possibili grandinate. Molte nubi anche altrove con precipitazioni su Lucania, Appennini in genere, Campania centro-orientale, Calabria e Sicilia settentrionale. Neve sopra i 400 metri in Puglia, dai 600/700 metri altrove. Venti forti dai quadranti settentrionali. Molto fresco di giorno con non più di 13°.

Leggi i commenti

ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 07-04-2015 A CURA DI ELSA COPPA

7 Aprile 2015, 08:57am

Pubblicato da www.mikivettica.net

 A CURA DI ELSA COPPA 

almanacco new 3
 
alman scimmie
OGGI
Martedì, 07 Aprile 2015
alman scimmie
NATI
1939 - Francis Ford Coppola. Il suo nome è nell'olimpo 
dei migliori cineasti del mondo, autore di film che 
hanno fatto la storia del cinema.
MORTI
1614: all'età di 73 anni muore  El Greco, pittore
1947: muore Henry Ford, industriale  e innovatore
alman scimmie
ACCADDE
1521: l'Inquisitore Generale bandisce i libri luterani
1805: Beethoven' dirige la prima della sua opera  "Eroica"
1827: l'inglese John Walker inventa i fiammiferi di legno
1837: Andersen pubblica "La sirenetta". 
 Da romantica eroina fiabesca a simbolo dell'intera nazione danese,
 La sirenetta di Hans Christian Andersen è uno
 dei personaggi più celebri della storia della letteratura.
1902: fondata la compagnia petrolifera Texaco
1934: In India il Mahatma Gandhi sospende la sua campagna di disobbedienza civile
1954: la Germania rifiuta di riconoscere la Repubblica Democratica Tedesca (DDR)
1963: la Yugoslavia proclama la Repubblica Socialista
alman scimmie
SI CELEBRA
Giornata Internazionale Per la Salute - Proclamata dall'ONU
Giornata Internazionale per la riflessione sul Genocidio in Rwanda - Istituita dall'ONU
Armenia - Giornata della Bellezza e delle Mamme - Festa Nazionale
Rwanda - Lutto Nazionale: Giornata di commemorazione del Genocidio
Mozambico - Giornata delle Donne
alman scimmie
LA CHIESA RICORDA
Santi
S. Giovanni Battista de La Salle Sacerdote
S. Afate eremita, B. Ermanno Giuseppe di Colonia, 
S. Epifanio e cc., S. Gilberto
Onomastica
Ermanno - Ermanna - Armando
Di origine germanica, deriva da heer mann, "uomo di guerra,
 guerriero". Le sue radici sono comuni ai nomi Armando e Arminio
Onomastico:
Ermanno - Ermanna : 7 Aprile
Armando : 8 Giugno
alman scimmie
PROVERBIO
Se ad Aprile a potar vai, contadino,
poca acqua berrai e poco vino
alman scimmie
AFORISMA
C'è una sola regola per l'industriale e questa è: produrre cose
 della miglior qualità possibile al più basso costo possibile,
 pagando i più alti salari possibili.
[Henry Ford]
L'uomo che userà la sua abilità e la sua immaginazione per 
constatare quanto egli può fare per guadagnare un dollaro, 
invece che quanto poco gli serve fare per guadagnare un dollaro, riuscirà.
[Henry Ford]
alman scimmie
DITELO CON I FIORI
Il significato di - Ambrosia - è...
 - Ti amo come tu mi ami
alman scimmie
DIZIOGIORNO
Esperìre
Verbo transitivo
Tentare, provare. Esperire le vie legali
Deriva dal latino experior, a sua volta derivato dal greco peirao (io tento), 
preceduto dalla particella ex (che assume il significato di "al di fuori di"), 
con il significato di "al di fuori dei (normali) tentativi"
Parole derivate: esperimento, sperimentare.
alman scimmie
AFORISMA DI:
 George Oliver (1781–1861),
 ( Prete Cattolico)
nativo del Surrey in Inghilterra,
Come una pietra grezza può essere squadrata e
levigata dalla mano di un abile lavoratore, così molti
spiriti informi possono essere moralizzati per effetto
 dell’educazione e dell’esempio   e possono
 diventare buoni e utili membri dell’Istituzione.
alman scimmie

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Tredici parenti nell'Arma, ne fa poster Rescinti comanda stazione Gela. In pensione dopo 46 anni

7 Aprile 2015, 08:54am

Pubblicato da www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Tredici parenti nell'Arma, ne fa poster Rescinti comanda stazione Gela. In pensione dopo 46 anni
NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Tredici parenti nell'Arma, ne fa poster Rescinti comanda stazione Gela. In pensione dopo 46 anni

INSERITO DA ELSA COPPA Il maresciallo dei carabinieri Domenico Resciniti, 65 anni, comandante della stazione dei carabinieri di Gela, vanta nell'Arma, oltre alla sua presenza quella di 12 suoi familiari: un figlio, un fratello, il suocero, un genero, tre cognati, tre nipoti e due cugini. Quella di Resciniti, originario di Roscigno (Salerno), è una lunga dinastia di carabinieri che lui stesso, prossimo alla pensione, dopo 46 anni di servizio, ha voluto immortalare con un poster che ritrae tutti.

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Nove auto incendiate nella notte a Gela Quattro intossicati. Crocetta, città non può tornare indietro

7 Aprile 2015, 08:51am

Pubblicato da www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Nove auto incendiate nella notte a Gela Quattro intossicati. Crocetta, città non può tornare indietro
NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Nove auto incendiate nella notte a Gela Quattro intossicati. Crocetta, città non può tornare indietro

INSERITO DA ELSA COPPA GELA (CALTANISSETTA), Sette auto distrutte e due danneggiate in tre attentati incendiari a Gela; un edificio evacuato per le fiamme e il fumo, una donna una bambina e due carabinieri intossicati, sono il bilancio di una notte di fuoco che ha interessato tre quartieri di Gela: Caposoprano, Macchitella e Giardinelli. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ex sindaco di gela si è detto preoccupato, "ma la città non può tornare indietro". Preoccupazione espressa anche dal sindaco Angelo Fasulo.

ANSA

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Il freddo ha minacciato le gite Pasquetta Calabria Traffico regolare su strade, pranzo fuori e poi rientro a casa

7 Aprile 2015, 08:48am

Pubblicato da www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Il freddo ha minacciato le gite Pasquetta Calabria Traffico regolare su strade, pranzo fuori e poi rientro a casa

Pioggia, freddo e tempo nuvoloso hanno minacciato le gite fuori porta in Calabria. Sulle principali strade statali e sull'autostrada Salerno - Reggio Calabria viene segnalato traffico regolare. Sono in molti coloro che hanno deciso di raggiungere per il pranzo le principali zone di montagna e di mare per poi far rientro a casa. Sono in aumento, invece, le persone che hanno preferito restare a casa.
Come ogni anno vengono rispettate le tradizioni culinarie per il lunedì dell'Angelo.

Ansa

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Maltempo: allerta venti forti in Puglia La Protezione civile ha emesso un avviso di condizioni avverse

7 Aprile 2015, 08:46am

Pubblicato da www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Maltempo: allerta venti forti in Puglia La Protezione civile ha emesso un avviso di condizioni avverse

Continua il maltempo sull'Italia. La Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni avverse che prevede dal pomeriggio il persistere di venti forti da nord, con raffiche di burrasca, su Abruzzo, Molise e Puglia, venti che poi interesseranno anche Basilicata e Calabria, soprattutto i settori ionici, causando mareggiate lungo le coste esposte.
Inoltre, dalle prime ore di domani sono previste nevicate sparse fino a 500-700 metri su Abruzzo e Molise, con apporti al suolo localmente moderati.

ANSA

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA A/11 bloccata, camion in fiamme,un morto Scontro nei pressi di Montecatini Terme, più mezzi coinvolti

7 Aprile 2015, 08:45am

Pubblicato da www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA A/11 bloccata, camion in fiamme,un morto Scontro nei pressi di Montecatini Terme, più mezzi coinvolti

MONTECATINI TERME (PISTOIA), Una persona è morta, un camion è andato a fuoco e l'autostrada A11 è bloccata in entrambe le direzioni, tra Montecatini Terme e Pistoia, a causa di un incidente in cui sono coinvolti lo stesso mezzo pesante, e un'auto. Il camion, nell'urto, ha preso fuoco.
Secondo prime informazioni sembra che la vittima sia rimasta bloccata nell'abitacolo di uno dei veicoli coinvolti.

ANSA

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA FURTEI Pastore ucciso: il killer lo ha finito con un colpo alla testa

7 Aprile 2015, 08:43am

Pubblicato da www.mikivettica.net

FURTEI. È stato freddato con due colpi di fucile, uno al fianco e uno a distanza ravvicinata alla testa, Marco Sorgia, l'allevatore di 42 anni trovato morto nella notte vicino al suo ovile a circa due chilometri dal centro abitato di Furtei, nel Medio Campidano.

Un agguato in piena regola, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Sanluri e dal Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cagliari. L'omicidio sarebbe avvenuto ieri intorno alle 20. L'assassino o gli assassini sapevano che da circa una settimana Sorgia dormiva in quell'ovile perché impegnato nella mungitura.

Il 42enne è arrivato in auto all'ovile e appena sceso sarebbe stato raggiunto da un primo colpo di fucile, caricato a pallettoni, che lo ha colpito di striscio al fianco, danneggiando anche la vettura. Poi è stato finito con un colpo alla testa. Il cadavere è stato scoperto dalla moglie ieri alle 23.

LA NUOVA SARDEGNA

Leggi i commenti

NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA VIGEVANO Vigevano, perseguita la ex fidanzata: arrestato

7 Aprile 2015, 08:41am

Pubblicato da www.mikivettica.net

 

 

 

 

 

 

 

 

Un uomo di 44 anni è stato arrestato dai carabinieri di Vigevano in seguito a un ordine di carcerazione firmato dalla Procura della Repubblica di Pavia. Il 44enne, che ha precedenti, è accusato di atti persecutori, danneggiamenti e minacce. A quanto sembra, non riuscendo ad accettare la fine della relazione sentimentale, l'uomo aveva iniziato a molestare la ex fidanzata. In particolare, il mese scorso, in un'occasione, aveva seguito la donna, minacciandola: quando lei aveva preso il cellulare per chiamare i carabinieri, lui glielo aveva preso e danneggiato per impedire che potessero intervenire i militari. La donna era ormai caduta in costante stato d'ansia e paura, con un forte timore per la propria incolumità: stato d'animo che accomuna le vittime di stalking.

di Denis Artioli LA PROVINCIA PAVESE

Leggi i commenti