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SEZ. DISABILITà NEWS Dove sono finiti i soldi per l’integrazione scolastica?

9 Aprile 2014, 16:12pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Lo ha chiesto la deputata Laura Coccia, con un’Interrogazione alla Camera cui ha risposto qualche giorno fa il Ministero dell’Istruzione, in modo però non troppo soddisfacente. «Quei fondi – commenta la stessa Coccia – sono fondamentali per perseguire la piena integrazione degli alunni con disabilità. Le leggi ci sono, mettiamo le giuste risorse per attuarle»

Classe scolasticaDove sono finiti i soldi per il sostegno alle attività di integrazione scolastica degli alunni con disabilità? A chiederlo nelle scorse settimane, con una formale interrogazione al Ministro dell’Istruzione, era stata la deputata Laura Coccia, dopo avere svolto un’attenta ricerca sulla normativa di riferimento, a partire dalla Legge Quadro 104/92, passando per gli stanziamenti stabiliti dalla Legge 69/00(Interventi finanziari per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta di integrazione scolastica degli alunni con handicap) – fondo confluito successivamente in quelli previsti dalla Legge 440/97, di sostegno all’autonomia scolastica – e arrivando all’articolo 7 del Decreto Legge 95/12 (convertito con modifiche nella Legge 135/12), che aveva in pratica cambiato la citata Legge 440/97, facendo confluire i fondi per l’arricchimento dell’offerta formativa delle scuole nel capitolo di bilancio del Ministero dell’Istruzione destinato al funzionamento delle istituzioni scolastiche.
E tuttavia, aveva scritto Coccia nella propria Interrogazione, «tale norma nulla dice circa i fondi della Legge 69/00 che è una norma speciale, la quale fissa un preciso vincolo di destinazione e che non può essere abrogata da una norma generale. Inoltre, nulla risulta innovato per quanto concerne la Legge 104/92 e i fondi da essa destinati agli alunni con disabilità e agli interventi ad essi collegati». «Ciononostante -aveva concluso la Deputata – nel bilancio del Ministero, negli anni 2012 e 2013, non compaiono più detti fondi rivenienti dalla Legge 69/00 né dalla Legge 104/1992 e non si rilevano corrispondenti voci di bilancio relative alle finalità sopraddette. Per quali motivi, dunque, con un mero atto amministrativo, sono stati cancellati dal bilancio fondi fissati per legge, a tutela del diritto costituzionalmente garantito all’integrazione scolastica degli alunni con disabilità? E soprattutto, cosa intende fare il Ministro per ripristinare tali fondi per i quali la legge prevede un preciso vincolo di destinazione?».

Qualche giorno fa la risposta è arrivata, da parte del sottosegretario all’Istruzione Roberto Reggi e di seguito ne riportiamo i passaggi principali: «Ricordo che la legge n. 69 del 2000, come è stato sottolineato anche nell’interrogazione, ha previsto l’incremento del fondo di cui alla legge n. 440 del 1997, per interventi destinati al potenziamento e alla qualificazione dell’offerta di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Tra l’esercizio finanziario 2000 e quello corrente il legislatore ha però adottato numerosi interventi tesi al contenimento della spesa pubblica. In particolare, in conseguenza di tali interventi, l’autorizzazione di spesa di cui alla citata legge n. 440 si è ridotta dagli originali 155 milioni di euro a circa 80 milioni attualmente iscritti in bilancio. Nel contempo il legislatore ha altresì ritenuto di vincolare parte della predetta autorizzazione, a tutti i vincoli di spesa su tali risorse e di rispettare la destinazione prevalente al miglioramento dell’offerta formativa. [Questa cosa] non è stata dunque legata all’adozione di atti amministrativi ma è stata dovuta a specifiche disposizioni di legge, ancorché da me non condivise».

Laura Coccia

La deputata Laura Coccia

Informando poi dell’impegno assunto dal ministro Stefania Giannini a ripristinare il Fondo MOS (Miglioramento dell’Offerta Formativa), con dotazioni superiori al miliardo di euro, il sottosegretario Reggi ha concluso così la propria risposta all’Interrogazione: «Posso confermare che la tutela degli alunni con disabilità e delle loro famiglie e la valorizzazione degli insegnanti di sostegno è una priorità che il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca intende perseguire dando seguito al Decreto Legge n. 104 del 2013 che ha già varato un piano triennale per l’incremento della dotazione organica di diritto dei posti di sostegno per 26.684 unità. La creazione di un organico funzionale del personale docente potrà altresì contribuire ad affrontare il tema del sostegno e dell’integrazione, assicurando continuità didattica eformazione specifica per le diverse disabilità ai fini della creazione di una scuola aperta, che sia vicina alla disabilità anche nel senso di contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico dovuto alla malattia e all’ospedalizzazione [grassetti nostri nelle citazioni, N.d.R.]».

«Mi sono dichiarata parzialmente soddisfatta – commenta Laura Coccia – perché la Ministra ha preso un impegno formale per il futuro. La situazione, però, è assolutamente allarmante; questi fondi, infatti, sono fondamentali per garantire la piena attuazione delle leggi citate nella mia Interrogazione, per perseguire la piena integrazione degli alunni con diversa abilità. È un obiettivo ambizioso, ma è una sfida che dobbiamo assolutamente vincere. Non ce lo chiede l’Europa, ce lo chiedono le nostre stesse leggi, che sono all’avanguardia e possono essere fari per tutto il resto del mondo; dobbiamo però dimostrare che la loro attuazione non è utopia. Attraverso l’integrazione degli alunni disabili possiamo insegnare a tutti gli altri componenti delle classi delle nostre scuole che la diversità può essere un elemento aggiuntivo e non un ostacolo davanti al quale fuggire. Le leggi ci sono, mettiamo le giuste risorse per attuarle, l’istruzione passa anche attraverso l’integrazione».

Nemmeno Salvatore Nocera, già vicepresidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), si dichiara soddisfatto della risposta arrivata dal Ministero, «poiché – sottolinea – se è vero che le leggi recenti hanno ridotto il fondo della Legge 440/97, è pur vero che i fondi per l’integrazione scolastica erano confluiti nel fondo di quella norma con un preciso vincolo di destinazione, che invece nel bilancio del Ministero è poi scomparso».
«Vedremo comunque ora – conclude Nocera – come verrà data attuazione alla Legge 128/13 per la parte concernente la disabilità». Il riferimento è alla norma che ha convertito il Decreto Legge 104/13, citato anche dal sottosegretario Reggi e noto come “Decreto Scuola”, a suo tempo ampiamente commentato per il nostro giornale dallo stesso Nocera. (Stefano Borgato)

FONTE SUPERANDO

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SEZ. DISABILITà NEWS Una nuova causa di malattie come la sclerosi multipla

9 Aprile 2014, 16:08pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una recente scoperta, frutto di uno studio coordinato presso l’Università di Verona e finanziato anche dalla FISM, la Fondazione Italiana per la Sclerosi Multipla che affianca l’Associazione AISM, ha portato all’individuazione di uno dei meccanismi del sistema immunitario che sta alla base di malattie infiammatorie e autoimmuni, come, tra le altre, la sclerosi multipla, identificando anche un nuovo potenziale bersaglio farmacologico

Gabriela Constantin

La ricercatrice Gabriela Constantin ha coordinato all’Università di Verona lo studio che ha portato alla recente scoperta sulle malattie infiammatorie e autoimmuni

È stato recentemente svelato uno dei meccanismi del sistema immunitario che sta alla base delle malattie infiammatorie e autoimmuni, tramite lo studio denominato La glicoproteina Tim-1 lega il recettore di adesione selectina-P e controlla il traffico dei leucociti nelle malattie infiammatorie e autoimmuni, pubblicato dalla prestigiosa rivista internazionale «Immunity».
Si tratta di una ricerca curata da un gruppo dell’Università di Verona, coordinato da Gabriela Constantin, docente di Patologia Generale del Dipartimento di Patologia e Diagnostica diretto da Aldo Scarpa. Al lavoro hanno partecipato anche Stefano Angiari, primo autore dello studio e che ha contribuito maggiormente alla fase di sperimentazione, Tiziano Donnarumma, Barbara Rossi, Silvia Dusi, Enrica Pietronigro, Elena Zenaro, Simona Budui, Vittorina Della Bianca e Gennj Piacentino. Ci si è avvalsi, inoltre, anche della collaborazione di altri ricercatori dell’Ateneo Veronese, ma anche dell’Università statunitense di Harvard, di quella di Madrid e della ditta Biogen, che hanno fornito reagenti non disponibili in commercio, oltre ad alcune competenze specifiche.
La ricerca è stata finanziata principalmente dall’European Research Council (Programma Fp7 della Comunità Europea) e dalla FISM, la Fondazione Italiana Sclerosi Multipla che opera a fianco dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla).
Gabriela Constantin, tra l’altro, è stata anche la prima donna in Italia a ricevere nel 2003 ilPremio Rita Levi Montalcini per gli studi condotti sulle malattie infiammatorie e autoimmuni del cervello. Nel 2010, inoltre, è stata nominata Oustanding Female Scientist dall’European Research Council.

In tutte le malattie infiammatorie, il “motore primo” della riposta immunitaria è rappresentato dalla migrazione dei globuli bianchi, chiamati anche leucociti, dai vasi sanguigni nei tessuti dove si sviluppa il processo patologico. Nel caso di malattie infiammatorie non dovute a infezioni, il processo infiammatorio e la migrazione dei leucociti non hanno più un ruolo di difesa dell’organismo, ma un ruolo patologico critico, provocando un importante danno tessutale.
Infatti, le malattie autoimmuni sono sostanzialmente dovute a un “errore” del sistema immunitario, il quale dirige le proprie potenzialità offensive contro tessuti propri dell’organismo anziché contro gli agenti infettivi. Ne derivano, come detto, gravi danni tessutali, con conseguente sviluppo di patologie diverse a seconda dell’organo e tessuto colpito. Si tratta in ogni caso di malattie altamente invalidanti, come la sclerosi multipla, illupus eritematoso sistemico (LES), l’artrite reumatoide, la psoriasi, il diabete mellito insulino-dipendente e altre ancora. Nella maggior parte dei casi, le terapie a disposizione riescono solo a rallentare l’evoluzione della malattia senza riuscire a ottenere una guarigione.

Lo studio veronese si è focalizzato su una classe di leucociti chiamati linfociti T, che sono fondamentali nell’induzione di malattie infiammatorie croniche e autoimmuni. In particolare, la recente scoperta ha identificato la Tim-1 (T-cell Immunoglobulin and Mucin Domain Molecule), una nuova glicoproteina presente sulle cellule T, in grado di mediare l’adesione dei linfociti alla parete dei vasi sanguigni e la successiva migrazione nei cosiddetti “tessuti bersaglio”.
Il blocco della Tim-1 è stato in grado di impedire la formazione di focolai infiammatori e il conseguente danno tessutale in vari organi. In particolare, il nuovo meccanismo identificato dal gruppo veronese appare fondamentale per le malattie infiammatorie del sistema nervoso centrale come, ad esempio, la sclerosi multipla. Se infatti i fattori scatenanti tale patologia non sono noti con certezza, numerose evidenze cliniche e sperimentali indicano tuttavia che alla base vi è una reazione del sistema immunitario che individua come bersaglio dei suoi linfociti il rivestimento dei neuroni, la mielina, compromettendone così la capacità di condurre gli impulsi elettrici da e per il cervello.
All’infiltrazione dei linfociti nel tessuto cerebrale è correlata la comparsa dei segni clinici e patologici di disfunzione del sistema nervoso centrale, tipici della sclerosi multipla. La migrazione dei linfociti all’interno del cervello studiata dal gruppo di Gabriela Constantin rappresenta quindi un momento fondamentale per lo sviluppo della malattia e il suo blocco costituisce un approccio terapeutico molto potente in questa patologia, così come in altre malattie autoimmuni.
La ricerca coordinata dall’Università veronese ha infatti  il potenziale di essere applicata anche ad altre patologie del sistema nervoso centrale associate ad infiammazione, come ad esempio la malattia di Alzheimer.
La scoperta scientifica dell’Ateneo scaligero apporta dunque un importante contributo alla conoscenza del funzionamento delle cellule del sistema immunitario e identifica un nuovo potenziale bersaglio farmacologico nelle malattie infiammatorie croniche e autoimmuni, rappresentato appunto dalla glicoproteina Tim-1. (Barbara Erba)

FONTE SUPERANDO

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CAMPANIA NEWS 12 indagati, compreso il sindaco, per il presepe d'arte allestito a Benevento

3 Aprile 2014, 11:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Inserito da Alessia  BENEVENTO. Militari della guardia di finanza stanno notificando in Comune una serie di avvisi di conclusione delle indagini nei confronti del sindaco Fausto Pepe e di altre 11 persone tra assessori tuttora in carica, ex assessori, un dirigente comunale e un imprenditore. L'inchiesta è quella relativa a presunte irregolarità commesse in occasione della installazione in città di un presepe opera dell'artista Dalisi. I fatti si riferiscono al 2012. Le ipotesi di reato sono concorso in abuso di ufficio e turbativa d'asta.

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Benevento. Braccia amputate dal trattore: è fuori pericolo

3 Aprile 2014, 11:07am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

inserita  da Alessia Pappacoda MOIANO. Restano stazionarie le condizioni di M.M., la 26enne originaria di Airola ma residente a Moiano che, a causa di un fatale incidente avvenuto martedì sera nell’azienda agricola che gestisce con il marito, ha subito l’amputazione di entrambe le braccia. Comunque, ieri, i medici del Rummo dove l’altra sera è giunta a bordo di un’ambulanza del 118, pur confermando la prognosi riservata, hanno potuto dichiarare la paziente fuori pericolo di vita. La speranza dei familiari è che, lentamente, la donna, sposata e madre di una bambina di due anni, possa superare il grave trauma psicofisico subito e riconsiderare la possibilità alternativa di una protesi funzionale. Intanto, sembra più chiara la dinamica dell’incidente, dovuto a una tragica casualità. La donna stava aiutando il marito a raccogliere fascine di legna da utilizzare per il forno allestito nell’abitazione di loro proprietà. Per confezionare il lavoro, sembra che i due avessero collegato all’albero di trasmissione del trattore una imballatrice. Tuttavia, evitando strumenti accessori, la donna, probabilmente in un attimo di distrazione, si è avvicinata troppo alla macchina con le braccia, rimanendo aggrovigliata, con il suo giubbino di nylon che indossava, all’albero di trasmissione del mezzo agricolo.

di ENZO NAPOLITANO IL MATTINO.IT

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