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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA SALERNO - Uscire con un’amica e collega di lavoro per poi ritrovarsi costretta a recarsi dalla polizia per denunciare gli abusi sessuali subiti. È l’inquietante episodio che la scorsa estate ha visto vittima una ragazza di 19 anni: ieri, su disposizione del gip del tribunale di Salerno dopo la richiesta del pm titolare delle indagini, Morris Saba , gli aguzzini della giovane sono finiti in manette. Una coppia di fidanzati. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Salerno - che hanno condotto gli approfondimenti investigativi sulla vicenda con la Sezione operativa per la sicurezza cibernetica della polizia postale - hanno condotto in carcere un salernitano di 35 anni, già noto alle forze dell’ordine per furto, rapina e maltrattamenti in famiglia, ed eseguito la misura cautelare dei domiciliari nei confronti dell’amica della giovane, una ragazza di 21 anni. Entrambi sono indagati per il reato di violenza sessuale di gruppo. La serata in discoteca e le violenze. I fatti risalgono alla scorsa estate, al 31 agosto del 2022: secondo quanto ricostruito dalle indagini, la 19enne vittima delle violenze sarebbe stata invitata dalla collega di lavoro ora finita ai domiciliari a trascorrere la serata in una nota discoteca della Costa Sud di Pontecagnano Faiano anche insieme al suo fidanzato. Cose di amiche, la normale prassi di tanti giovani che cercano svago in particolare nelle giornate più calde dell’anno. I saluti, l’arrivo nel locale, la musica e qualche ballata. Tutto normale. Se non fosse che, all’improvviso, il post serata si è trasformato in un inferno. La 19enne, infatti, ha chiesto con forza alla coppia di essere riaccompagnata a casa anche perché - come riferito nel corso dell’incidente probatorio tenuto nelle scorse settimane - aveva accusato qualche malessere E, invece, la 19enne è stata condotta proprio nell’abitazione della sua amica. Dove è accaduto ciò che mai si sarebbe aspettata: la coppia di fidanzati, infatti, avrebbe abusato sessualmente di lei. Un trauma difficilissimo da cancellare. Subito dopo le violenze, la giovane non si è persa d’animo: il giorno dopo, infatti, si è recata dalla polizia per denunciare l’accaduto. Gli agenti, ascoltate le sue parole e accertato il fortissimo trauma subito dalla ragazza, hanno fatto scattare immediatamente la segnalazione del “codice rosso”, avviando le indagini su disposizione della Procura guidata da Giuseppe Borrelli e le verifiche per accertare le violenze subite. Fino alla svolta arrivata nelle ultime ore. «Quest’episodio è avvenuto in un contesto di fiducia», sottolinea l’avvocata Claudia Pecoraro che assiste la 19enne. «Si fidava di un’amica che non si è dimostrata tale». «Le denunce servono». La giovane di 19 anni, subito dopo la segnalazione del “codice rosso”, è stata seguita dal centro antiviolenza “Leucosia” gestito dall’associazione Differenza Donna. E proprio l’assistenza della struttura si è rivelata fondamentale per dare il via a un percorso di recupero e di “cancellazione” delle violenze subite. «Questo importante sviluppo nelle indagini testimonia quanto il costante lavoro dei centri anti-violenza possa fare la differenza nel sostenere le donne che subiscono qualsiasi forma di violenza», sottolinea Michela Masucci , responsabile del centro “Leucosia”. «Essere sostenute da un centro antiviolenza significa trovare un luogo specializzato in cui essere credute, accolte e accompagnate nel loro percorso, a più livelli, così da poter poi riuscire a raccontare tutto il doloroso vissuto ed intraprendere con consapevolezza, forza e determinazione importanti azioni di tutela, per se stesse e per altre donne. La vittimizzazione secondaria soprattutto nei casi di stupro di giovani donne conclude Masucci - è ancora troppo spesso presente e molte volte diventa l’ostacolo che porta le donne a non denunciare o a non essere credute». L’avvocata Pecoraro, che assiste la giovane dal punto di vista legale e che è anche componente dell’ufficio legale di Differenza Donna, sottolinea l’importanza del lavoro di raccordo e collaborazione portato avanti dalle strutture presenti sul territorio con la Procura: «Questa è anche la conferma di quanto il lavoro di rete fatto con la Procura di Salerno, pronto a riconoscere il lavoro e l’esperienza del centro antiviolenza di Differenza Donna, è determinante durante le indagini e nei processi delle donne ». (al.mo.) LA CITTA

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